“La memoria è la chiave”: il Guglielmotti si prepara a festeggiare i suoi 80 anni

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CIVITAVECCHIA – “La memoria è la chiave”: è così che Giuseppa Maniglia, preside del liceo classico Padre Alberto Guglielmotti, ha risposto al primo quesito dell’intervista che ha gentilmente deciso di concedere alla nostra redazione tra riunioni, impegni e genitori comprensibilmente impazienti, in vista di una importante ricorrenza che attende lo storico istituto cittadino.

Il liceo classico nel 2016 compirà 80 anni, perché è un traguardo così importante?

“80 anni rappresentano un arco di tempo molto lungo, in questo caso costellato da successi e riconoscimenti, anche perché questa è ormai la più antica scuola di Civitavecchia rimasta ancora autonoma e non smembrata. Designata più volte come il fiore all’occhiello della città, è stata e continua ad essere una risorsa per molti studenti che vogliono ancora interessarsi ad un percorso di studi classici. Inoltre, durante le assemblee o in sede di conferenze organizzate appositamente, ospita gli interventi di personaggi importanti non solo a livello cittadino ma anche del territorio.”

Dunque per festeggiare questo particolare compleanno quali iniziative sono state proposte?

“Tutto sarà incentrato sul tema della memoria: è previsto un ‘viaggio itinerante’ per le aule in cui gruppi di alunni ed ex alunni rievocheranno storicamente le epoche vissute dal liceo attraverso le decadi; sarà inoltre organizzata una giornata di tornei sportivi alla quale possono partecipare anche i già diplomati e per la fine dell’anno è prevista un cerimonia di festeggiamento nel giardino stesso della scuola a cancelli aperti, anche per segnare il passaggio del testimone tra chi ha già trovato la sua strada dopo il liceo a chi sta per affrontare gli esami di maturità. Per questa ragione è richiesto e ben accetto l’intervento di ex alunni che possano fornire un contributo in merito allo loro esperienza; per tutti i diplomati del liceo infatti sarà organizzato un certamen specifico, in parallelo agli altri certamina, quello per le scuole medie e quello interno, al quale potranno partecipare tutti gli ex alunni con età superiore ai trentacinque anni che non si siano laureati in lettere, così da garantire una gara imparziale e un modo suggestivo per sentirsi ancora parte di una realtà così bella come quella del liceo classico, che tutti ci auguriamo possa non svanire mai.”

Quale sarà poi l’esito di tutti gli interventi raccolti?

“Lo scopo è quello di radunare un insieme di ricordi con il quale costruire un ‘libro delle memorie’ per mettere insieme un passato, un presente e un futuro sotto l’unica matrice del liceo, anche attraverso l’allestimento di un albo delle eccellenze per ricordare che questa scuola ha fornito e fornisce un contributo indispensabile alla società grazie alle menti che forma.”

Tutto il personale si sta adoperando per l’organizzazione dei festeggiamenti?

“Sì, a partire dal personale ATA, passando dai docenti, per finire con gli alunni stessi che sembrano essere entusiasti e pieni di idee: hanno infatti organizzato un concorso tra le classi che prevede la progettazione di un logo per la scuola, e alcuni si stanno occupando di operare una selezione fotografica che tocchi tutti i periodi storici che il liceo ha attraversato.”

Alla luce di una ricorrenza così importante, lei come si sente a poterne prendere parte in prima persona, da principale rappresentante della scuola?

“Sono molto orgogliosa e onorata, anche se costituisco solo l’ultimo anello di una catena molto lunga, formata da personalità altrettanto valide che mi auguro di poter rincontrare proprio durante le celebrazioni di questi 80 anni.”

Purtroppo come abbiamo avuto modo di verificare, le iscrizioni all’indirizzo del classico sono sempre più in calo. Cosa vorrebbe dire ai futuri studenti liceali?

“Provo un grande rammarico per la crisi degli studi classici; si è convinti dell’inutilità di questi ultimi a priori e in questo modo si perde la possibilità di una formazione a 360 gradi, ne sono la prova gli ingegneri, i medici e i matematici usciti da questa scuola. Io dico sempre che a conti fatti la forma mentis è molto più importante dei meri contenuti, il latino e il greco non sono solo materie, ma dei modi operandi, che aprono la mente e costituiscono la base del pensiero logico. Vedere che degli studenti non scelgono questa scuola solo per il sentito dire del ‘si studia troppo’, per me è il segno di una crisi profonda: l’amore per la cultura e la curiosità intellettuale portano ad uno studio costruttivo, non forzato, che reca piacere nel portarlo avanti; la scuola non deve essere vista solo come uno sterile impegno burocratico. Questa società ha bisogno di teste pensanti e si pensa solo se si studia.”

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