“La città ha bisogno di un vero assessorato al lavoro”

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CIVITAVECCHIA – Assistiamo da tempo ai disagi e alle sofferenze di molti nostri concittadini in ansia per un lavoro che rischiano di perdere, oppure per un lavoro che non hanno.
La questione è centrale e deve meritare da parte di tutti i soggetti la massima attenzione.
È evidente, e persino banale riaffermarlo, che il Comune non può, in forma diretta, risolvere tutte le questioni aperte e rappresentare uno sbocco occupazionale per i nostri giovani, o meno giovani, in cerca di lavoro o per accogliere tutte le forme di precariato.
Ciò detto le Amministrazioni comunali, così come gli altri livelli di governo del territorio, hanno l’obbligo e il dovere di costituire un essenziale punto di raccordo al fine di individuare, ove possibile, le opportune soluzioni, attivando le sinergie funzionali allo scopo.
Sarebbe dunque, in primo luogo, estremamente utile rivitalizzare uno strumento di responsabilità che ad oggi è solo formale. In questa direzione si avverte la necessità di un vero e proprio Assessorato al lavoro e allo sviluppo; vitale e con delega piena ad affrontare da un lato le situazioni di crisi e dall’altro immaginare e pianificare lo sviluppo economico della città.
Dedicare risorse umane, strumentali e intellettuali a questo obiettivo sarebbe un primo necessario passo nella giusta direzione. In questo ambito troverebbero giusta e naturale collocazione tavoli con le parti sociali, non limitati ad una, pur utile ma insufficiente, funzione di ascolto, o con una missione dal carattere emergenziale, ma quale strutturale articolazione della modalità con la quale si procede. Non si ha necessità che sul tema vi sia “ascolto”. Si ha urgenza che al problema vengano trovate soluzioni e queste sono più facili se vi è condivisione di responsabilità con le parti sociali, superando, in considerazione della drammaticità delle questioni in discussione, le collocazioni politiche di maggioranza e opposizione.
Due sono gli aspetti. Da un lato risposte alle emergenze occupazionali (Helyos, lavoratori ex Italcementi, cooperative sociali, crisi aziendali etc. etc.); dall’altro pianificazione dello sviluppo attorno agli assi fondamentali della nostra economia (Porto, polo energetico, commercio e servizi etc. etc.). Ovvio che non si ha l’ambizione e la presunzione in questa sede di esprimere un pensiero compiuto sulle singole questioni.
Si vuole però richiamare l’attenzione sul rischio sempre più evidente che manchi l’ossigeno alle azioni di politiche attive per il lavoro. Esse in realtà, nella nostra città, dobbiamo dirlo con rammarico, mancano del tutto. Serve una “cabina di regia” vera che disponga dei poteri e delle risorse necessarie per intervenire con decisione. Va anche detto che si deve avere il coraggio di navigare verso il largo e uscire dalla visione movimentista nella quale ci si affanna senza successo. Per dirla in breve, non è accettabile che una città che versa nelle nostre condizioni e che ha potenzialità eccezionali debba soffrire il problema della disoccupazione. Serve condivisione, serve responsabilità, serve anche fantasia e serve coraggio. Le norme del codice non vanno agitate con soddisfazione per frenare ogni iniziativa ma vanno usate con buon senso ed intelligenza per operare e dare risposte ai cittadini. Per quanto mi riguarda si conferma ancora una volta la disponibilità a mettere a disposizione idee ed energie per affrontare problemi che devono considerarsi essenziali per la crescita e il benessere della città.

Marco Piendibene – Capogruppo Pd

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