“Il tessuto sano economico del territorio deve reagire contro la corruzione”

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CIVITAVECCHIA – “Il tessuto sano economico del territorio deve reagire contro la corruzione”. E’ l’appello che lancia l’Associazione contro tutte le mafie “Antonino Caponnetto”, prendendo spunto al rinvio a giudizio dell’ex Sindaco Moscherini e dell’imprenditore Giuseppe Sarnella nella vicenda del bando per l’affidamento della realizzazione delle terme.
“Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, che siamo certi riuscirà a chiarire la verità rispetto a quanto accaduto – affermano dalla Caponnetto – e nella convinzione che ogni imputato vada considerato innocente fino ad eventuale condanna definitiva, auspichiamo che questo sia solo un ulteriore passo, dopo le inchieste avviate e le vicende avvenute in altri settori economici, per diradare le nebbie che ormai da anni avvolgono non solo la vicenda termale ma ogni questione di una certa entità del tessuto socio-economico cittadino, di fatto paralizzandolo. Un’azione che si rende necessaria per ridare ossigeno ad una realtà economico-occupazionale ormai asfittica e in piena sofferenza, diradando quel velo di sospetto, spesso fondato, che ormai avvolge ogni singola operazione economica sul territorio, foss’anche l’apertura di una nuova attività commerciale e che non può partire, come in questo caso, dallo scoperchiare le inevitabili e pesanti collusioni di intere classi politiche”.
“Lo abbiamo detto più volte: – proseguono dall’associazione – là dove c’è corruzione lì l’economia stagna e le mafie prosperano. E d’altronde i fallimenti, più o meno pilotati, i sequestri di cantieri e capannoni, gli arresti avvenuti anche semplicemente nell’ultimo anno ne sono un esempio evidente che, lo ribadiamo, non costituiscono episodi isolati ma il sintomo di un’economia malata e di una società priva dei doverosi anticorpi. Alla luce dei reiterati episodi avvenuti sul territorio, non possiamo che denunciare che indifferenza, ignavia e silenzio si configurano, ormai, come vere e proprie forme di complicità”.
“Per questo – concludono dalla Caponnetto – ci aspettiamo non solo che le Istituzioni si costituiscano parte civile in rappresentanza di una comunità ferita, ma che il tessuto economico sano del territorio, ad iniziare dalle grandi centrali di committenza pubbliche e private, sappiano espellere ogni corpo estraneo nel rispetto di una cultura della legalità che non può essere solo enunciata”.

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