Il sud della Laurito piace al pubblico del Traiano

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CIVITAVECCHIA – E’ con un’esuberante carrellata di celebri nomi di personalità del meridione che si è aperto venerdì sera al Traiano lo spettacolo “Sud And South”, scritto e diretto da Marisa Laurito e interpretato da quest’ultima con il prezioso contributo di Charlie Cannon.
La messa in scena è più che altro un concerto commentato: ai vari brani infatti, si intervallano degli “sketch” dall’aria cabarettistica in cui, oltre alla conferma o alla ricusazione dei luoghi comuni spesso affiancati alle immagini del Sud, la Laurito si è cimentata nella rievocazione di eventi o tradizioni attraverso comici aneddoti.
Un Sud che tuttavia è stato possibile identificare prevalentemente con la città di Napoli e se “siamo sempre al sud di qualcosa” come ha affermato l’attrice, forse sarebbe stato opportuno che fossero state incluse altre localià.
Ma non è l’unica domanda che sorge al termine dello spettacolo Il titolo: “Sud and South” fa infatti pensare ad un parallelismo tra i sud del mondo, ad un’internazionalità resa gradita e opportuna dalla presenza scenica di Cannon a stelle e strisce, assai poco coinvolta o interpellata nelle parti non cantate. Le comparazioni effettuate sono state per lo più incentrate sulla differenza tra Napoli e Milano, patria del compagno della Laurito, che ha sagacemente voluto mettere in evidenza i contrasti tradizionali e sociali tra due realtà così diverse, il tutto però attraverso l’ossimoro di una spontaneità a volte un po’ forzata che ha contribuito a creare un leggero spaesamento nello spettatore, continuamente catapultato da una parte all’altra della quarta parete.
Insieme ai soliloqui visibilmente preparati e recitati infatti, la principale interprete spesso ha cercato di instaurare un dialogo col pubblico creando un’inusuale atmosfera di familiarità. Occorre pertanto precisare che al di là dell’apprezzamento personale, la Laurito con una maestria eccezionale ha saputo tenere gli occhi del pubblico sempre su di sè; un pubblico non solo affezionato, ma estremamente coinvolto e che spesso ha trovato piacere nel’essere cosciente del sorriso che prendeva forma sui volti dei singoli spettatori ogni qualvolta si riconoscevano negli stereotipi citati.
Ciò che sicuramente non è mancato è l’imponente sentimento con cui i due protagonisti hanno portato avanti la scena, arricchita da una magistrale interpretazione dei brani proposti. L’aspetto migliore dello spettacolo è rappresentato sicuramente dalla musica, espressa con i brillanti arrangiamenti del maestro Marco Persichetti, esibitosi al pianoforte, e dalla perizia degli altri componenti della band orchestrale tra cui figuravano un contrabbasso, una batteria e diversi strumenti a fiato suonati da un solo componente di cui il pubblico ha saputo apprezzare la poliedricità.
Oltre all’indiscutibile bravura dei muicisti, va elogiata grandemente anche la scelta delle canzoni, tradizionali ma non banali, particolari ma non sconosciute ad un cuore meridionale, come quello degli spettatori che al termine dello spettacolo hanno persino cantato insieme ai due formidabili interpreti, coronando una serata complessivamente piacevole e certamente ricca di ricordi.

Giordana Neri

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