Il risveglio dell’ambientalismo

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CIVITAVECCHIA – Mercoledì scorso si è svolto l’incontro pubblico contro l’ossidatore termico che il Ministero della Difesa vuole realizzare al Ce.t.l.i. di Santa Lucia. L’appuntamento, organizzato dal neonato comitato “Cittadini uniti contro l’inceneritore”, ha riscosso un evidente successo in termini di partecipazione. Massiccia infatti la presenza di cittadini civitavecchiesi e del comprensorio, compresa quella di tutti i rappresentanti istituzionali.
Una partecipazione che in questi termini non si vedeva da parecchio tempo, almeno dal 2010, all’epoca di un altro progetto, quello della Megadiscarica di Allumiere. Ebbene si, l’idea di un inceneritore nella zona del campo chimico di Santa Lucia, nasce proprio nel 2010, o meglio, in quell’anno è venuta alla ribalta delle cronache. E’ dell’epoca infatti il protocollo d’intesa firmato dall’allora Sindaco di Roma Gianni Alemanno con L’ex Ministro della Difesa Ignazio La Russa. Quell’accordo prevedeva la costruzione di una vera e propria cittadella dei rifiuti che avrebbe avuto il compito di sostituire “Malagrotta”. Oltre a questo, era previsto anche un impianto di termovalorizzazione. La cosa sconcertante è che lo stesso progetto di cui oggi si fa promotore il Ministero, sarebbe ubicato esattamente dove il protocollo Alemanno-La Russa prevedeva l’inceneritore, nel famoso quarto lotto. Una continuità strategica, quella del Ministero della Difesa, che ha evidentemente concentrato le sue attenzioni su questa porzione di territorio. Chiare le rivendicazioni dei promotori dell’iniziativa: immediata interruzione del progetto di ossidazione termica e investimenti per la bonifica dell’area in questione.
I vertici militari per il momento non si esprimono, in realtà dovranno presto rispondere alle varie interrogazioni parlamentari già depositate da Marietta Tidei (PD) e dal gruppo di “Sinistra Italiana” alla Camera, primo firmatario Arturo Scotto, e al Senato con Loredana De Petris. la sensazione però è che la risposta sarà una fotocopia di quella già data all’interpellanza di Marta Grande (M5S) nel 2014, ovvero una rassicurazione complessiva sulle emissioni e sull’impatto ambientale.
Risposte insufficienti per gli organizzatori del Comitato e per tutti gli intervenuti. In particolare per Gino De Paolis, consigliere regionale di SEL-Sinistra Italiana, che per primo denunciò, proprio nel 2010, le mire del Ministero su quell’area. Insomma un coro di no, cosa che fa ben sperare per il prosieguo di una battaglia difficile ma che, a detta del comitato, si può e si deve vincere.

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