Il fronte del referendum contro il forno crematorio si allarga

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CIVITAVECCHIA – Il fronte del referendum contro il forno crematorio si allarga. Si aggiungono al comitato promotore le associazioni Civitavecchia c’è e Civitavecchia in movimento. Ampia disponibilità alla raccolta firme è stata data dalla CGIL FP. La notizia è stata annunciata durante una riunione organizzativa che si è tenuta il 21 dicembre. Alla riunione hanno partecipato alcuni consiglieri comunali che si sono resi disponibili per l’autenticazione delle firme dei cittadini. La pattuglia dei consiglieri sensibili al referendum è composta, in ordine sparso, da Paola Rita Stella, Massimiliano Grasso, Daniele Perello, Sandro De Paolis, Marco Di Gennaro, Marco Piendibene.
“Siamo più che soddisfatti delle adesioni dei consiglieri comunali, i quali hanno dimostrato un notevole senso democratico e grande attenzione verso la questione della salute pubblica. Siamo contentissimi della adesioni dei cittadini che si offrono volontari per presenziare ai banchetti di raccolta firme. Abbiamo chiuso, finalmente, l’iter di vidimazione delle schede presso il tribunale e raggiunto un punto certo per la collocazione dei banchetti. Possiamo partire.”
I cittadini potranno firmare per l’indizione del referendum contro il forno crematorio nei giorni 27, 28, 29, 30 dicembre nelle seguenti posizioni: Piazzale arditi del popolo, rotonda di campo dell’oro, piazzale della solidarietà, piazza Regina Margherita, via Labat.
Sulla questione, il Meetup Civitavecchia in Movimento, nel motivare il proprio sostegno alla raccolta firme, ricorda che “i referendum propositivi o abrogativi senza quorum sono un punto programmatico fondamentale del movimento nella sua interezza e di fronte al pericolo di veder sorgere a breve un’ulteriore grande fonte di inquinamento riteniamo sia importante ascoltare il parere dei cittadini”. “Ci aspettiamo di conseguenza – proseguono i suoi esponenti – una risposta concreta da parte dell’amministrazione, volta a facilitare l’esercizio del voto da parte dei cittadini senza nascondersi dietro cavilli burocratici o perdite di tempo. Un argomento delicato come questo merita particolare coinvolgimento, noi siamo fiduciosi che la partecipazione sarà massiccia e che la città dimostrerà per l’ennesima volta, così come è avvenuto per l’ossidatore termico, di non voler scambiare la propria salute con niente al mondo, che si tratti di posti di lavoro o presunte contingenze di bilancio: una presa di coscienza che alcuni rappresentanti nelle istituzioni sembrano aver improvvisamente dimenticato”.

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