Il faggeto di Allumiere torna a nuova vita

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ALLUMIERE – “Con una serie d’interventi mirati e la presenza saltuaria di personale dipendente dell’Università Agraria abbiamo messo in sicurezza la Faggeta”. Lo annuncia con orgoglio Il Presidente Antonio Pasquini, che spiega: “L’obiettivo era per renderlo fruibile a tutti coloro che hanno voglia di trascorrere una sana giornata in mezzo alla natura. La Faggeta è un bene prezioso che deve essere protetto sotto molteplici aspetti: naturalistico, storico, archeologico, geologico e ludico. Grazie ai Finanziamenti Europei, Gal Tuscia Romana e Regione Lazio – continua Pasquini – è stato possibile portare a termine alcuni importanti progetti di valorizzazione naturalistica della Faggeta depressa attraverso la riqualificazione di staccionate, panche, tavoli, giochi e taglio di alberi pericolanti. Ma il fiore all’occhiello di questi interventi è stata la realizzazione del vivaio forestale realizzato in loco con semi autoctoni.” Un ringraziamento particolare il Presidente lo rivolge ai dipendenti dell’Ente che hanno permesso in questi due anni di seguire, prima, la germogliazione e, poi, le giovani piante di faggio precedentemente messe a dimora. “L’esperimento in atto, nonostante lo svantaggio determinato da un clima e una fascia fitoclimatica non adatte – conclude Pasquini – ha lo scopo di integrare il bosco con le nuove piante di faggio autoctone per procedere alla graduale sostituzione dei castagni”. 

Antonella Marrucci

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