“I suoceri albanesi”, una commedia rivitalizzante al Traiano

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CIVITAVECCHIA – Ed eccoci al penultimo appuntamento di questa sudata Grande Stagione del Teatro Traiano, andato in scena lo scorso weekend. Un appuntamento all’insegna di grandi nomi che tiene testa a tutti gli spettacoli precedenti. I Suoceri Albanesi è una commedia piacevole, non innovativa forse, ma simpatica, frizzante, con grandi tematiche celate dietro le borghesi mura della bella casa di Lucio.

Lucio (Francesco Pannofino) è un politico di sinistra impegnato nel consiglio comunale, con una famiglia imborghesita, ma proveniente da anni di convinto impegno sociale. La moglie Ginevra (Emanuela Rossi) è una chef di fama nazionale, che porta avanti la sua carriera fra interviste e servizi in copertina. La loro vita sarà scossa dall’arrivo dei due idraulici albanesi Igli (Maurizio Pepe) e Lushan (Filippo Lagana), che, appena diciottenne, si innamora della figlia della coppia: Camilla (Elisabetta Clementi). Camilla è un’adolescente difficile, che cambia completamente il suo atteggiamento immaturo dopo aver conosciuto Lushan; dal canto loro i genitori si ritrovano a dover affrontare l’incontro con una nuova, diversa, cultura.

Le grandi tematiche ci sono tutte, dall’adolescenza difficile all’immigrazione, dall’omosessualità del nuovo vicino di casa alla ricerca dell’amore anche in età avanzata. A incorniciare la storia principale troviamo infatti le vicende di Benedetta (Silvia Brogi), erborista amica di Ginevra, e del Tenente Colonnello da poco trasferito sotto l’appartamento di Lucio (Andrea Lolli). Sebbene la cornice superi forse un poco i limiti di tempo immaginati, la storia rimane pur sempre scorrevole, piacevole, anzi spesso molto veloce nei suoi sviluppi.

I Suoceri Albanesi, scritta da Gianni Clementi e diretta da Claudio Boccaccini, è quindi una commedia rivitalizzante, che può far trascorrere a teatro un paio d’ore apparentemente spensierate, ma mai senza unire lo scopo ludico al docere. Pur parlando di tematiche importanti, la commedia le radica così tanto all’interno della storia che sembrano spontanee, naturali e senza accorgercene ci fa riflettere.

Lorenzo Piroli

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