I ritmi dell’Africa travolgono il Traiano

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CIVITAVECCHIA – Tamburi, danze africane e tanto pubblico per la quattordicesima edizione del Festival di Musica Etnica, che ieri sera ha riempito il Traiano. Arrivato al sessantesimo concerto, il festival ha replicato i successi di questi quattordici anni, coinvolgendo il pubblico con danze e melodie africane.

“Una serata dedicata all’Africa Nera e all’incontro fra i suoni e i colori di quest’Africa con la realtà occidentale”, così la descritta il professor Mario Camilletti, organizzatore dell’evento per l’Associazione Culturale “Il Cantiere della Musica” . “Forse bisogna iniziare a conoscere meglio la cultura di quelli che verranno qui e quale modo migliore di cominciare dalla musica?”, ha continuato Camilletti riferendosi al CARA che giungerà a Civitavecchia.

Ad animare la serata infatti è stato l’Ensemble Africa-Italy, capitanato da Ruggero Artale, un ensemble multietnico composto da chitarra,  Kora (una speciale arpa africana) e tante percussioni, fra cui Dun Dun e Jambè. L’ensemble nasce infatti dall’unione di diverse realtà fra cui il gruppo “I Tamburi di Gorè”. “Gorè è un’Isola del Senegal – ci ha spiegato uno dei membri del gruppo – in cui noi siamo nati e cresciuti. Ora portiamo avanti in Italia la tradizione della nostra isola, che ha una lunga storia di schiavitù, infatti sono molti anni che siamo in Italia e cerchiamo di far conoscere qui la nostra cultura. In Africa conoscevo già Artale di nome, perché il mio maestro di musica lo nominava sempre e ora sono qui a suonare con lui. Attraverso la musica noi siamo militari di pace”.

Ad accompagnare i canti tradizionali swahili e le musiche originali, c’erano anche due ballerine, che con la loro carica hanno coinvolto il pubblico nel finale, facendolo danzare al suono dello Jambè.

“Ringrazio il professor Mario Camilletti – ha detto l’assessore alla cultura Vincenzo D’Antò – ma soprattutto ringrazio la Fondazione Ca.Ri.Civ. che ci aiuta da anni a mantenere quella che è un’istituzione della nostra città, un appuntamento fisso al quale i civitavecchiesi non possono rinunciare”.

Lorenzo Piroli

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