I residenti della Farnesiana: “Aderire allo Sprar per accogliere i migranti tutelando il territorio”

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ALLUMIERE – Sono passati quasi due mesi da quando i residenti della Farnesiana, riuniti in un comitato, hanno promosso una assemblea aperta e successivamente ottenuto un incontro con il Sindaco di Allumiere dopo che, nel silenzio totale delle istituzioni, si era appreso dell’arrivo di oltre 50 migranti che avrebbero trovato ospitalità in qualità di richiedenti asilo presso l’agriturismo “Borgo della Farnesiana”, luogo molto conosciuto dalla popolazione locale ma che attira anche un turismo sostenibile che ben si integra con le comunità locali.

Infatti, grazie ad un accordo del proprietario con la Prefettura di Roma, senza alcuna consultazione nè informazione preliminare alla popolazione locale, l’agriturismo potrebbe cessare improvvisamente la sua attività recettiva al pubblico per diventare un Centro di accoglienza per richiedenti asilo. I numeri previsti per il bando del 2016, a cui per i tempi ormai scaduti non è stato dato seguito, si stanno ampliando in maniera ancora più preoccupante per il nuovo bando del 2017 in cui la struttura sarebbe disponibile ad accogliere almeno 100 persone, cessando la sua attività per diventare un Centro di accoglienza per richiedenti asilo.

Le vive preoccupazioni espresse in quell’incontro dai cittradini al Sindaco di Allumiere erano incentrate principalmente sulla inadeguatezza della collocazione ambientale e sociale scelta per questa operazione che prevederebbe una grave pressione demografica degli immigrati in un contesto rurale isolato con una grande difficoltà di integrazione dei migranti, con il concreto rischio di creare una pericolosa ghettizzazione. Il tutto compromettendo gli sforzi e gli investimenti degli operatori turistici e delle piccole aziende recettive e di produzione agroalimentare locale che da sempre cercano di salvaguardare questo delicato territorio da speculazioni di ogni genere (discariche, impianti di biogas, abusi edilizi ecc.)

Nel corso dell’incontro con il sindaco i residenti chiesero di attivare subito l’alternativa al Centro di accoglienza e di aderire quindi al protocollo nazionale SPRAR il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, i cui fondi comunitari vengono erogati agli enti locali – invece che ai privati, con le distorsioni anche legate al malaffare, che ciò ha spesso generato – affinchè si realizzino progetti sostenibili di accoglienza che prevedono una quota di circa 3 migranti ogni 1000 abitanti (per il Comune di Allumiere si tratterebbe di poco più di 15 persone). L’adesione a tale protocollo (peraltro incoraggiato anche dal nuovo Ministro degli interni ) permette di rifiutare accoglienze forzose imposte dalla Prefettura che, per un comune come Allumiere potrebbero arrivare ad oltre 200 persone (fino alla saturazione delle strutture offerte dai privati). Sono recenti gli episodi di cronaca in cui centri predisposti per un iniziale quota di poche decine di migranti hanno finito per essere costretti ad accoglierne diverse centinaia.

Ebbene nell’incontro di Roma del 25 gennaio scorso, erano presenti 22 Sindaci del comprensorio dell’alto Lazio, sono state confermate dalla Prefettura tutte le analisi fatte dal Comitato dei residenti della Farnesiana e riportate nella riunione di novembre scorso al Sindaco ed ai Consiglieri presenti: l’unico modo per evitare accoglienze imposte dalla Prefettura con numeri di migranti dell’ordine di centinaia di unità sistemati in strutture private spesso inadeguate è quello di attivare quanto prima un progetto di accoglienza nell’ambito del protocollo SPRAR, in cui i fondi sono destinati direttamente ai Comuni per la gestione di numeri più compatibili di migranti in progetti di reale integrazione con i residenti.

Dall’incontro di novembre tuttavia non è stato ancora previsto alcun bando per l’attivazione di un progetto SPRAR denotando una inerzia piuttosto pericolosa che ci auguriamo non prosegua oltre. Si rende a questo punto indispensabile governare il problema utillizzando al meglio questo strumento di accoglienza diffusa che la normativa mette a disposizione dei Comuni approfittando già della scadenza di marzo in cui è possibile attivare i progetti di accoglienza.

I residenti della Farnesiana ribadiscono pertanto il loro rifiuto delle logiche xenofobe e razziste che stanno caratterizzando molte vicende di rifiuto dei migranti in diversi comuni italiani; continueranno a battersi senza sosta ed in modo pacifico e costruttivo affinchè gli amministratori trovino il tempo di occuparsi concretamente di questo grave problema per salvaguardare i cittadini ed il territorio da una vicenda finora pericolosamente sottovalutata.
Ci auguriamo pertanto che il Sindaco e tutti i consiglieri inizino a dedicare seriamente a questo problema la stessa attenzione ed energia che ormai dedicano a tempo pieno agli accordi ed alle strategie per occupare le posizioni di comando in vista delle imminenti tornate elettorali.

Il comitato dei residenti della Farnesiana

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