“Grandangolo”. “Senza i volontari i disabili sarebbero abbandonati”

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CIVITAVECCHIA – L’Associazione Onlus di Volontariato “Francesco Ricciardi”, nata circa due anni fa per aiutare le persone con disabilità fisica e psichica del territorio, fa il punto della situazione sull’attività svolta dal 2015 fino ad oggi, rispondendo ad alcune domande che attraverso la rubrica ‘Grandangolo’ abbiamo rivolto al suo Presidente in carica, Angela Ricciardi.

Effettivamente da quando siamo entrati in attività nell’aprile 2015 – ha spiegato il Presidente – e grazie ai contatti con le insegnanti di sostegno delle scuole medie Galice, Flavioni e Laurenti siamo riusciti a incontrare e ad aiutare diverse famiglie con disabili. Tramite quelle scuole abbiamo conosciuto 9 ragazzi, tra maschi e femmine, che abbiamo avviato ai corsi di onoterapia, ippoterapia, piscina e vela, tempo permettendo. Si tratta di bambini autistici e iperattivi che da quando hanno iniziato questi corsi, dedicati proprio a ragazzi con disabilità fisica e psichica, stanno ottenendo dei benefici nella loro vita di relazione, a scuola e a casa, come hanno potuto constatare anche le loro insegnanti. A fronte di questi successi – continua – spesso incontriamo, però, forti resistenze da parte delle famiglie dei ragazzi disabili. Potremmo aiutarne di più ma la famiglia che non accetta la disabilità del figlio, preferisce tenerlo a casa.”

Se non ci fossero le associazioni di volontariato cosa e come farebbero queste famiglie?

“Si dovrebbero solo sparare, perché sono completamente abbandonate e disperate, non potendo fare niente per i propri figli.”

Esiste una collaborazione tra le associazioni di volontariato del territorio per i disabili?

“In realtà non ci sono attività svolte insieme alle altre associazioni. Solo una ci ha chiesto la collaborazione. Tuttavia esiste una rete di circa 60 Associazioni Onlus di Volontariato per la vita che si occupano di disabilità e molto altro ancora. A noi piacerebbe avere una maggiore visibilità con i cittadini del territorio per aiutare chi ha veramente bisogno.”

Ci sono sussidi e aiuti dal Comune?

“La burocrazia è infinita e farraginosa. Con l’Isee ad esempio, si possono avere sconti, aiuti economici e sei ore a settimana per accompagnare i bambini più gravi nelle loro attività. Al Villaggio del fanciullo vi è un ragazzo con seri problemi che ha un accompagnatore venuto da una cooperativa che fa assistenza a pagamento, grazie al Comune di Civita Castellana. Qui per ottenere qualcosa ci vuole un miracolo! Sarà per la mancanza di mezzi ma anche gli altri comuni hanno problemi economici.”

E con il Comune avete preso contatti?

“Sono nulli. Circa un mese fa abbiamo incontrato il vicesindaco, assessore degli affari sociali e della famiglia, Daniela Lucernoni per l’attribuzione di un pulmino da destinare al trasporto dei ragazzi disabili, da un punto di raccolta al campo estivo luglio- agosto 2016 che si terrà presso l’associazione ‘Il mondo di Gina’ a Pantano. Nonostante le rassicurazioni del vice sindaco stiamo ancora aspettando una risposta. A questo punto, visto l’approssimarsi della stagione estiva e della fine delle scuole troveremo un’altra soluzione, per non far saltare il progetto. E come al solito ricadrà tutto sulle famiglie che dovranno organizzarsi per portare ciascuna per proprio conto il ragazzo presso il campo estivo. Noi, comunque vada, non intendiamo rinunciarvi per il loro bene.”

In alternativa, se la Lucernoni non risponde e le famiglie non possono sostenere le spese del pulmino, quale soluzione adotterete?

“Senza il pulmino abbiamo pensato di fare il campo estivo al Villaggio del Fanciullo presso l’associazione On lus ‘La Repubblica dei Ragazzi”.

Cosa vorresti chiedere all’assessore Daniela Lucernoni?

“Un maggior interesse alla vita dei disabili e alle loro famiglie ma, soprattutto, chiederei aiuti concreti come sussidi economici per sostenere le spese per l’accudimento dei ragazzi autistici, quando i genitori sono al lavoro, oppure la disponibilità di personale adeguato all’assistenza. Spesso capitano anche famiglie i cui genitori non lavorano e in questo caso i sacrifici sono enormi. Quando è possibile i nonni anziani ed in pensione si accollano tutti gli oneri economici sulle spalle, comprese le terapie. Se non ci fossero i volontari delle varie associazioni, le famiglie non potrebbero sostenerli in nessun modo.”

Antonella Marrucci

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