“Grandangolo”. Clochard al freddo, il prezioso aiuto di Cri e S. Egidio

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CIVITAVECCHIA – Inizio d’anno all’insegna del gelo: vento e neve non hanno risparmiato neanche il sud della penisola. Almeno otto i senzatetto che hanno perso la vita a causa del freddo intenso.  Per far fronte a questa emergenza, Papa Francesco ha aperto i dormitori per 24 ore e offerto sacchi a pelo speciali, resistenti fino a venti gradi sotto lo zero, a chi non vuole lasciare la propria postazione. Sempre a Roma, alcune stazioni della metropolitana rimangono aperte durante le ore notturne per accogliere i clochard. Ma anche in altre città si stanno adoperando con varie iniziative, per aiutare chi un tetto non ce l’ha.

A prendersi cura dei senzatetto a Civitavecchia, da quando il freddo è iniziato, in prima linea la Comunità di S. Egidio e la locale Croce Rossa Italiana. Lunedì sera, intorno alle ore 19:00, il vento sferzava violento e il freddo, a cui da tempo non eravamo più abituati, non ha fatto desistere la redazione della rubrica “Grandangolo” ad incontrare nel bar della stazione ferroviaria Michele Capitani, volontario della Comunità di S. Egidio, e Roberto Petteruti, Presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Civitavecchia, per la nostra inchiesta sull’emergenza gelo e i poveri della città. Ci sediamo ai tavoli, cercando di trovare un po’ di conforto nel calduccio del locale e iniziamo l’intervista.

Quanti sono e, soprattutto, cosa si sta facendo per i senzatetto?

Risponde Michele Capitani che, nonostante un bel raffreddore e il clima rigido, ha voluto comunque essere presente, insieme ad altri volontari, per controllare che tutto fosse pronto.

I senza casa sono 21.  Per aiutare queste persone nei giorni di particolare freddo, è nata una convenzione tra il Comune, S. Egidio e la Croce Rossa Italiana- Comitato di Civitavecchia che ha messo a disposizione dei fondi per far fronte alle necessità dei senzatetto. L’Iniziativa è partita alla fine del 2016, ma è già alla sua seconda edizione.”

In cosa consiste questa Convenzione?

 “Nell’offrire accoglienza a 21 persone: pasti caldi tutte le sere nel bar della stazione ferroviaria; 15 posti letto nel B&B, proprio sopra il bar; e 6 nell’albergo Ollolai. Probabilmente, l’accoglienza si protrarrà fino a tutto aprile, ma si potrebbe fare anche per un periodo più breve, per aumentare il numero dei posti.”

Al di fuori di questa particolare emergenza, generalmente, chi chiede aiuto alla vostra Comunità?

Chiunque ne abbia bisogno. In Via Antonio da Sangallo, 36 ogni settimana vengono in molti a chiedere abiti, generi di conforto e cibo. Per non trovarci privi di alimenti, avremmo necessità di avere maggiori fondi. Al momento, questi sono ricavati da autofinanziamenti dei volontari e della comunità madre.”

Mentre parliamo con Capitani, intercettiamo e fermiamo, per un pochi minuti, il Presidente Petteruti e approfittando della sua pausa domandiamo anche a lui informazioni sulle attività per i senzatetto.

 “L’Iniziativa della Convenzione è partita da noi: pasti caldi e posti letto in sinergia con S. Egidio dal 2015. C’è da dire che i volontari della locale Croce Rossa si occupano dei senzatetto del territorio durante tutto l’anno. In questo momento di emergenza freddo, ogni sera escono per fare il monitoraggio dei clochard, visto che molti preferiscono rimanere all’aperto, per timore di perdere il loro posto. Quando li troviamo, grazie anche alla segnalazione dei cittadini forniamo loro sacchi a pelo, bevande calde, biscotti e non solo ma, soprattutto, cerchiamo di stabilire un contatto.”

Le attività tutto intorno a noi fervono, durante l’intervista. Grati per averci dedicato un po’ di tempo, ci congediamo da Capitani e Petteruti. Indossiamo, nuovamente, i nostri pesanti abiti invernali e usciamo dal locale, lasciando queste due realtà associative al loro prezioso lavoro.

Antonella Marrucci

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