“Grandangolo”. ARGO Onlus, cercasi sponsor disperatamente

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CIVITAVECCHIA – Ci troviamo insieme ai volontari del canile comunale situato in località Le Molacce. Ad accogliere la redazione della rubrica Grandangolo, Massimo Baldini Presidente di A.R.G.O. (Associazione Randagi e Gatti Onlus) al quale abbiamo rivolto delle domande per conoscere, da vicino, il funzionamento del canile e le attività dei volontari.

Da quando il canile cinque anni fa, al tempo di Moscherini, è stato chiuso non abbiamo più accolto nuovi cani e quelli presenti non sono stati più spostati per ordine  della Dr.ssa Gattozzi: in una perizia dichiarò che i cani erano anziani e malati e, di conseguenza, non potevano essere trasportati altrove. Ora, ne contiamo 48, tutti adulti e di varie età. Molti vengono a chiederci dei cuccioli ma li dobbiamo dirottare verso altre strutture. I cani, comunque, sono adottabili anche se a determinate condizioni.”

Si spieghi meglio.

“Chi adotta questi cani deve offrire un’adeguata accoglienza come una casa con giardino perché per noi i cani sono come figli e non li diamo a chi li lascia in capannoni o in campagna. Per questo curiamo attentamente le adozioni, facendo controlli delle condizioni sia in pre che in post affido.”

Entriamo nel canile e due cani di taglia media, Iolanda e Gabriellino, questi sono i loro nomi, ci vengono incontro festosi e tranquilli per ricevere delle carezze. Il Presidente ci mostra i vari locali di cui si compone il canile, i recinti ed aree, ampie e pulite, c.d. di sgambamento, spazi in cui cani possono liberamente circolare.

Che tipo di attività svolgono i volontari?

“Dalle ore 9:30 alle 15:30, a giorni alterni circa dieci volontari prestano assistenza agli animali mentre tutti i giorni viene Stefania Malservigi, una  volontaria molto esperta (presente anche al momento dell’intervista, ndr), che, da oltre 15 anni, si prende cura di ogni cane, effettuando il controllo del loro stato di salute e somministrando le medicine ai cani cardiopatici, con problemi di reumatismi o artrosi ecc.”

Come provvedete al mantenimento degli animali?

“Il Comune ci fornisce tutte le derrate alimentari: sacchi di croccantini, bocconcini, riso soffiato, patè e formaggini per i cani che non possono masticare, mentre alla fornitura dei farmaci ci pensa la ASL. Da quest’anno siamo diventati una Onlus: chi vuole può donare il 5 per mille, donazione che ci consentirebbe di provvedere a tutte le altre esigenze quotidiane. Inoltre, una volta a settimana, viene il direttore sanitario, Andrea Volterrani di Anguillara, per impartire disposizioni ai volontari ed un veterinario a visitare gli animali.”

Purtroppo, questa estate il canile ha subìto un furto ad opera di ignoti. Anche le cronache dei giornali ne hanno parlato. Si è trattato, è intervenuta Stefania, dell’ennesimo furto: durante le ore notturne, hanno portato via tutto il cibo e le medicine, comprese le apparecchiature in uso. I volontari, comunque, non si sono persi d’animo e, dopo aver postato la notizia su FB, la risposta della cittadinanza non si è fatta attendere. Molti si sono recati direttamente al canile a portare di tutto, rimpinguando le scorte per almeno due settimane. Mentre il Comune ha contribuito con lucchetti anticesoie. Grati alla cittadinanza, Massimo e Stefania colgono l’occasione della nostra intervista per ringraziare tutti, per la gara di solidarietà che si è scatenata dal momento della notizia.

Come nasce l’amore per questo genere di attività?

 Ci ha risposto, subito, Stefania. “Perché in un momento un po’ particolare della mia vita, ho incontrato una ragazza, volontaria del canile, che mi ha invitata a venire. Sono entrata e, da allora, non ne sono più uscita. Ho trovato una situazione disastrata: non c’era il piancito, le condutture, ecc. Col tempo sono stati fatti tanti interventi grazie anche a Mafalda Molinari. Ora, però, siamo alla ricerca di uno sponsor che ci dia un sostegno nelle attività e nel sensibilizzare la cittadinanza contro l’abbandono degli animali.”

Ci congediamo da Massimo e Stefania con un po’ di rammarico, sapendo di lasciare dietro di noi tutti quei cani che, da anni, vivono nel canile senza l’affetto di una famiglia. Ci piacerebbe, invece, immaginare un destino diverso per ciascuno di loro: vederli, al più presto, sereni e felici trotterellare al fianco di un buon amico umano.

Antonella Marrucci

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