Giovani talenti. I “Mostri allo specchio” di Veronica Ciancarini

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CIVITAVECCHIA – Continuiamo la nostra ricerca dei talenti locali approfittando del ciclo di mostre curato e organizzato da Claudia Crostella al teatro Nuovo Sala Gassman e stavolta incontriamo la pittrice e disegnatrice Veronica Ciancarini. Ogni settimana il teatro si riempie di nuove creature, talvolta reali, talvolta immaginarie e questa volta Veronica lo ha riempito dei suoi piccoli mostri. “La Mostra allo specchio” è il titolo della prima esposizione personale di Veronica, che, inaugurata lo scorso sabato, rimarrà al Sala Gassman fino al 17 Aprile. Immersa nelle sue piccole e grandi creature troviamo mamma-mostra Veronica, pronta a rilasciarci un’intervista.

Perché non ci spieghi un po’ il titolo della tua mostra?

“Il titolo ‘La Mostra allo specchio’ viene dal fatto che anche nei quadri in cui non sono io il soggetto diretto del dipinto c’è sempre un po’ di me, quindi la ‘mostra’ sarei io. Uso spesso me stessa come modella dei miei quadri per capire espressioni e posizioni e spesso lo faccio guardandomi allo specchio. Poi sono un’amante del gotico e del grottesco, soprattutto del folclore dei vampiri, e quindi la maggior parte dei miei soggetti ha a che fare con quel mondo: quello dei mostri.”

Non possiamo non chiederti quando hai cominciato a disegnare.

“Non ricordo di non aver mai disegnato. Il primo ricordo di io che copio qualcosa però risale all’asilo quando ho copiato dei gatti da un mio vestitino, ma io per anni non sono mai stata la più brava a disegnare! Sono stata a lungo seconda al mio migliore amico, anche lui un ragazzo molto creativo; però disegnavo sempre, Veronica era sempre quella che scarabocchiava, insomma stavo sempre a fa’ quello. Quindi non c’è mai stato un inizio, diciamo, è sempre venuto naturale, è sempre stata una mia caratteristica.”

Guardando adesso i tuoi quadri, tutti incentrati sullo strano e sul grottesco, viene spontaneo domandarsi: ma cosa disegnavi da piccola?

“Sono sempre stata una grande fan dei cartoni animati e principalmente copiavo quelli. Per esempio alle elementari mi sono fatta da sola un costume di carnevale appiccicando fra loro fogli di carta A4. Poi non ero una che chiedeva molto i giocattoli, perché me li creavo da sola con fogli e carta igienica per imbottirli. Quindi diciamo che ho sempre fatto quelle che adesso chiamerei ‘fan art’: copiavo i miei personaggi preferiti. Però tante volte, già allora, disegnavo me stessa; mi dicono che sono egocentrica, ma in realtà è un po’ un modo per raccontarmi, per esplorarmi.”

E poi sei passata a temi, diciamo, “mostruosi”. Come è avvenuto questo passaggio?

“Fin da piccola Tim Burton è stata la mia vita, lui è un punto fisso della mia crescita artistica: i suoi mostri non li ho mai trovati spaventosi, in loro c’è qualcosa che mi ha sempre attratto. Nonostante fossi molto piccola quando guardavo i suoi film, come ‘The Nightmare Before Christmas’, non sono mai stata spaventata dalle sue creature. Un po’ tutta la mia famiglia ha questa propensione per il gotico ed il grottesco e ad oggi il mio film preferito rimane ‘Edward Mani di Forbice’.”

Però sfogliando i tuoi quaderni qui alla mostra si possono trovare anche dei piccoli ritratti particolari, ritratti di sconosciuti sui treni, addirittura di una donna durante la messa di Pasqua. Come sono nati?

“Il ritratto della donna durante la messa di Pasqua è un piccolo ricordo”, risponde sorpresa della domanda. “Era una giovane mamma, così carina con i suoi capelli biondi e quei grandi occhiali rossi. L’ho guardata a lungo per ricordarla e appena sono tornata a casa l’ho disegnata. I ritratti sui treni invece erano un progetto che volevo intraprendere e alla fine è durato poco più di un mese. Ho fatto venti ritratti di nascosto sui treni e ho annotato dove e quando le persone ritratte sono salite. Adesso voglio pubblicarli sulla mia pagina facebook e mi piacerebbe moltissimo se le persone si riconoscessero nei disegni – e ridendo aggiunge – sperando che non mi denuncino!”

E per concludere che consiglio, che incoraggiamento daresti a chi come te ha questa passione?

“Fate, vuoi fare quello? Fallo! Vuoi disegnare? Disegna, fregatene. Non sei capace? Non è vero! L’arte è una cosa talmente soggettiva che troverai sempre qualcuno a cui fai arrivare qualcosa. Ma il motivo più importante per cui disegno è che ne ho bisogno; una volta, spaventata da un film, per scaricare la paura mi sono messa a disegnare e ho macinato una risma di fogli. Il disegno è una cosa di cui se tu ne senti la necessita devi farla! Falla fino allo sfinimento, però falla bene, fino alla fine, anche se non sei eccezionale, se fai un disegno fallo fino in fondo. Vedo tante persone a cui piace disegnare, ma fanno solo sketch non finiti. Ultimamente ho sentito il consiglio di un’illustratrice che mi piace molto, che ha detto: ‘Siate costanti e consistenti’, cioè fate tanto e fatelo sempre, e questo vale qualsiasi sia la tua passione. Fregatene degli altri, devi stare bene tu, se ti fa stare bene fallo!”.

Lorenzo Piroli

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