“Geppo Show”, una comicità da dimenticare in fretta

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CIVITAVECCHIA – Certo che è un peccato dover cominciare così la prima recensione di questa stagione teatrale del Nuovo Sala Gassman. Un teatro nuovo ogni anno, sì, ma che lo scorso weekend ha visto ospite una comicità vecchia come le barzellette di Totti: Geppo Show.

E va bene che la comicità è leggera, e va bene che la risata fa bene, ma uno spettacolo con lo scopo di non “insegnare nulla di culturale, ma farsi solo tante belle risate, perché è gratis” è proprio sbagliato in partenza. Ma quel teatro che fa riflettere, quella comicità dal retrogusto amaro di verità, senza il bisogno degli stereotipi sessisti, che fine ha fatto? Forse si è spenta sulla pagina Facebook di Geppo Show, oppure esiste ancora, nascosta bene nei cartelloni teatrali di tutta Italia, costretti a celarla fra un Salemme e, a quanto pare, un Geppo. Perché? Beh, dato che il teatro è pieno solo quando la risata è facile, il pubblico lo devi prendere alla sprovvista, devi sperare che sbagli data, che finisca col dito sul fine settimana successivo. Solo allora, tutti seduti sulla poltrona, fra un “ma non c’era Geppo?” e l’altro, per sbaglio, potrebbero scoprire il teatro, quello vero. Quel teatro di veri artisti dalla penna soffice, dalle battute intelligenti e dalla vena polemica, quel teatro di riflessione, di attenzione, quel teatro che nasconde e che cela la poesia dietro ad una storia delicata.

Allora, dato che loro sono costretti a nascondere le cose più belle, a metterle quasi per sbaglio in cartellone, permettetemi di darvi un consiglio: sbagliate weekend, ma di proposito. Non arrendetevi ad un’ora di comicità scontata, scritta sui soliti schemi, non arrendetevi alla vecchia barzelletta rispolverata, alla gestualità bassa e gretta di chi la cultura non la fa e non la sa fare. Non abbandonatevi all’ondata soffocante della risata gratuita, ridere non è gratuito, la risata va pagata, va pagata con l’intelligenza, con l’attenzione, con la consapevolezza. Non abbandonatevi all’idea che questo sia stancante o opprimente, che l’ora di barzellette di Geppo Show sia un momento di cultura moderna o di comicità brillante, se non addirittura della comicità che vi piace. Permettete a voi stessi di scoprire seriamente il teatro comico, concedete a voi stessi la possibilità di ritrovarvi ad ascoltare un monologo arguto o uno spettacolo di denuncia, ritrovate la poesia del vero teatro e datevi ancora appuntamento su quelle poltrone di velluto rosso, ma, stavolta, nel fine settimana sbagliato.

Lorenzo Piroli

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