Forno crematorio, Ceccarelli: “Se si è sbagliato, non c’è stato dolo”

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CIVITAVECCHIA – Vorrei condividere con tutte le forze politiche e con i cittadini di Civitavecchia alcune considerazioni al riguardo di questa non facile vicenda.
Ho il vantaggio di non essere stato coinvolto nelle decisioni ed ho un’età che dovrebbe comportare in sé una certa dose di saggezza.
Vorrei dar a tutti degli elementi per seguire e giudicare la vicenda in modo oggettivo, ripulendola da quello che politica e scarsa conoscenza delle leggi e norme amministrative gli hanno costruito sopra.
Sento nell’aria una certa voglia forcaiola, di giudizio sommario, di processo di piazza che va immediatamente rimossa. Ci dobbiamo attenere ai fatti e non alle chiacchiere o seguire i professionisti della calunnia, dell’instillazione del dubbio.
Non conosco a fondo la vicenda, me ne sto facendo un’idea anche grazie all’apporto di Scaccia, Cristini e Melchiorri, per cui, io per primo, non voglio scendere nei particolari e nei tecnicismi ma non posso non rilevare che, come spesso accade in Italia, si parla di qualcosa di cui non si ha piena padronanza. La macchina dello Stato, delle sue leggi, dei suoi regolamenti, dell’interpretazione degli iter più corretti è veramente materia per specialisti. Quanti di noi lo sono? Ecco perché la prudenza e la correttezza vorrebbero che si spiegasse e poi si giudicasse, si conoscesse approfonditamente e poi se ne parlasse. Quanti di noi sono in questa condizione?
Altro elemento di giudizio riguarda la differenza tra il commettere un errore e compierlo intenzionalmente.
Saranno gli organi preposti, esterni ed interni all’Amministrazione, a stabilire quali errori, se ce ne sono stati, sono presenti in questa storia. E a chi ha li ha commessi, se ce ne sarà qualcuno, sarà applicato quanto previsto. Invece sento e vedo un giudizio, quasi automatico, di colpa. E’ come se si affermasse che, se qualcosa di errato è stato fatto, lo si è fatto volontariamente. Come dicono gli avvocati, c’è del dolo e non solo colpa. Non dimentichiamo che dietro queste vicende ci sono uomini, famiglie prima ancora che professionisti della macchina comunale. E non li si può bollare, a priori e senza che le sentenze siano passate in giudicato, di qualsiasi inefficienza, imprecisione, infedeltà. Molto di quanto vedono i cittadini ed elettori è solo il guscio esterno di un sistema disarmante per la sua complessità e lentezza. Ho i miei dubbi che, anche in minima parte, sia da addebitare ai dipendenti del Comune.
Invito quindi tutti alla moderazione, ad evitare che qualcuno sia danneggiato per errore. La storia è piena di vicende gravi dove la realtà era completamente diversa dalla percezione che, sul momento se ne è avuta.
Spero che questo non accada a Civitavecchia. Dimostriamo la nostra maturità.

Alessandro Ceccarelli – Assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica

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