Ferri apre la segreteria del Pd alla minoranza, ma è subito scontro

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CIVITAVECCHIA – Si è svolto ieri il primo Direttivo del Partito Democratico di Civitavecchia il quale ha visto l’elezione di Clemente Longarini come Presidente del circolo di Civitavecchia e Marina Pergolesi come Segretario Amministrativo dello stesso, in sostituzione di Dario Bertolo che ha rifiutato il rinnovo dell’incarico.
“A loro porgo i miei migliori auguri di buon lavoro, convinto sapranno aiutare il Partito ad affrontare i futuri grandi impegni che lo attendono” ha commentato il segretario Germano Ferri.
Sempre nella giornata di ieri si è ufficialmente insediata la Segreteria del partito, aperta anche alla minoranza e costituita da Valerio Mori, Fabrizio Sciarochi, Stefano Giannini, Roberto Bertini, Manolo Peris, Jenny Crisostomi, Andrea Riga, Claudia Feuli, Stefano Ballottari, Franco Papa e Roberto Scotti. Presente dunque anche una rappresentanza dell’Area Orlando, ma non quella facente riferimento a Fabrizio Barbaranelli.
“Ritengo quella appena nominata sia una Segreteria ampia, plurale, rappresentante tutte le anime del Partito – afferma ancora Ferri – una Segreteria che possa sperare di far riconquistare al PD di Civitavecchia l’unità necessaria a poter affrontare con serenità, preparazione e competenza i tanti problemi presenti in città tra cui salute, lavoro, inquinamento, ambiente, traffico, commercio e tanto altro. Una segreteria in cui i giovani hanno un ruolo fondamentale, accompagnati però dall’esperienza di chi ha già fatto molto per la nostra città. Siamo convinti riusciremo a fare bene insieme, già questa mattina infatti eravamo presenti al mercato di Civitavecchia a distribuire volantini utili a sensibilizzare la cittadinanza sulle problematiche politiche e comunali locali, momento che ci ha permesso di toccare con mano il malcontento locale di tanta gente che è ormai stanca di un’amministrazione la quale da più di tre anni è completamente insensibile alle richieste dei Civitavecchiesi. Tanto lavoro ci aspetta, tra cui l’organizzazione della conferenza programmatica, momento di aperto confronto pubblico, cruciale per il nostro partito. Ciò però non ci spaventa anzi, ci motiva a dare il massimo per il bene della collettività”.

Ma gli auspici di Ferri sono immediatamente contraddetti da Claudia Feuli, che tuona: “Ci tengo a precisare che la sottoscritta è membro di segreteria di diritto in quanto segretaria dell’organizzazione giovanile e che il mio nome non è frutto di una nomina da parte del segretario che, a differenza di quanto dichiarato, non ha affatto aperto alla “minoranza” ma ha scelto, in maniera legittima anche se in contraddizione con quanto detto fino a questo momento, di tener fuori tutti coloro che hanno sostenuto al congresso un candidato diverso da lui”.
E a rincarare la dose si aggiunge poi l’Area Orlando al completo con una nota sottoscritta oltre che dalla stessa Feuli anche da Mirko Mecozzi, Claudia Feuli, Dario Bertolo, Barbara La Rosa, Manuel Magliani, Piero Alessi, Martina Martelli, Paolo Bonelli, Nolberti Ester, Massimo Castellucci, Caterina Mecozzi, Nicola Porro, Silvia Piccinno e Rita Busato: “Abbiamo partecipato al congresso con lo spirito che ci caratterizza da sempre. Con serietà, correttezza e lealtà – affermano – Il congresso è finito e ci siamo messi a disposizione del nostro partito convinti che gli impegni presi dal segretario per raggiungere l’unità non fossero solo parole prive di valore. Prendiamo atto dopo la riunione di direzione di ieri che invece è proprio così. Una segreteria di maggioranza e un presidente non condiviso sono state le prime proposte del neo segretario che ha tentato goffamente di mascherare una segreteria espressione esclusivamente di un gruppo per una segreteria di tutti. Il presidente, che dovrebbe essere organo di garanzia e quindi condiviso con tutti se non addirittura dato alla minoranza, è stato infatti oggetto della prima netta spaccatura del partito. La cosa più grave però si è verificata proprio in sede di direzione. Il segretario ha negato la possibilità di discussione prima della votazione. ‘Se volete parlate dopo’. A nulla è servito spiegare a chi probabilmente da troppo poco tempo si occupa di politica che non è così che funziona in un partito che vuole ancora definirsi democratico. Un inizio davvero poco incoraggiante per chi, come noi, sperava in un nuovo corso che ci vedrà solo tra qualche mese impegnati in due campagne elettorali importantissime. Siamo disponibili al dialogo e ad un tentativo di costruzione di un’unità del partito che passi per dei fatti concreti e non per le chiacchiere. Se, diversamente da quanto auspichiamo, non ci sarà una mediazione cercheremo di offrire comunque un’offerta politica alla città. Facciamo un in bocca al lupo ai membri della segreteria nella speranza che sappiano lavorare per l’unità del partito”.

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