Enel, uno schiaffo tira l’altro

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CIVITAVECCHIA – Non solo gli esuberi di Tirreno Power a Torre Sud, ma anche gli appalti di manutenzione di Torre Nord, ben 3 su 4, affidati da Enel ad aziende liguri. Ed ecco per l’ennesima volta la città costretta a leccarsi le ferite facendo i conti con le illusorie promesse di chi garantiva fasti occupazionali grazie al carbone. Oggi le lacrime, qualcuna anche di coccodrillo, e la richiesta pressante ad Enel di mantenere le impegni assunti sulla tutela dell’occupazione locale. Anche se viene spontaneo chiedersi quando mai l’azienda elettrica lo abbia veramente fatto.
Richiama ai suoi doveri l’Enel il leader de La Svolta Massimiliano Grasso, che pure non fu per nulla ostile nel 2003 alla al progetto di riconversione di Tvn. “Enel deve rispettare gli impegni a salvaguardia dell’occupazione – afferma – ma anche e soprattutto dell’imprenditoria locale. L’amministrazione comunale deve farsi garante di una intesa che vada in questa direzione, nel rispetto delle norme sugli appalti, ma, come avviene altrove, in un quadro in cui, dopo una riduzione importante di commesse rispetto al passato, le manutenzioni e qualsiasi lavorazione per la centrale di Torre Valdaliga Nord devono essere effettuate attraverso gare e selezioni che tengano nella dovuta considerazione il tessuto economico ed imprenditoriale del territorio. Proprio come avviene a Brindisi o in Sardegna, dove, non crediamo sia una coincidenza, basta dare un’occhiata agli appaltatori Enel per rendersi conto di come di certo non ci sia spazio per le imprese civitavecchiesi o aziende di altre provenienze. E bisogna pretendere che altrettanto accada qui. Enel non può cavarsela con il semplice impegno di riassorbimento della manodopera locale da parte di ditte provenienti da altre parti d’Italia. Significherebbe uccidere i pochi imprenditori locali superstiti e, al termine delle commesse, ritrovarsi con un enorme problema sociale di ricollocazione della manodopera locale”. “Civitavecchia – prosegue – sta pagando a caro prezzo la servitù energetica, ed è inaccettabile che gli accordi di salvaguardia dell’imprenditoria locale vengano elusi da Enel, con giochi al massacro, in parte già verificatisi, purtroppo con la più o meno consapevole complicità dei consorzi locali, per la realizzazione dell’impianto, e ribassi con cui alla spa elettrica non può essere politicamente consentito di fare profitti ad ulteriore discapito del territorio. Per questo – conclude – siamo pronti a sostenere l’azione dell’amministrazione comunale in tutte le sedi istituzionalmente competenti per arrivare, attraverso il rispetto degli accordi in essere, o qualora fosse necessario anche con la sottoscrizione di un addendum alle precedenti convenzioni, a fare impegnare Enel ad applicare ogni legittima modalità di azione, nel quadro delle evidenze pubbliche di selezione dei propri appaltatori, finalizzata alla tutela dell’imprenditoria locale”.
Chiede invece l’apertura di una vertenza cittadina il circolo cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà. “Enel – affermano da Sel – nonostante la sua ingombrante presenza sul territorio, continua a favorire l’insostenibilità dei costi degli appalti, sicuramente neanche sufficienti al mantenimento dei livelli occupazionali e salariali per le aziende locali, cosa che genera uno sciacallaggio basato sul risparmio sul costo del lavoro inducendo aziende, non locali, ad applicare la pratica incontrollata del massimo ribasso. Questo mette in forte pericolo i livelli occupazionali e intacca sensibilmente la qualità delle manutenzioni e gli standard della sicurezza del lavoro che, in un sito industriale come quello di Torre Valdaliga Nord, devono essere invece tutelati senza alcuna deroga”.
Invita quindi l’Amministrazione Comunale “ad uscire dall’inerzia alla quale ci ha abituato e a rendersi parte attiva di un confronto con l’Enel che prescinda dagli accordi economici, ma che guardi ai lavoratori, alle loro famiglie, ai tanti disoccupati locali, alle loro aspettative professionali e anche di ‘sopravvivenza’ . E’ oramai improcrastinabile – concludono da Sel – l’apertura di una vertenza che metta al centro dell’interesse della politica, la persona, la qualità del lavoro, la sicurezza e la legalità”.

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