Dramma Tvs, metà personale sarà in esubero

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CIVITAVECCHIA – La mazzata è servita. Salvi miracoli infatti sarà quasi la metà dei dipendenti di Torre Valdaliga Sud a trovarsi in esubero il prossimo ottobre. La conferma è arrivata ieri nel corso dell’incontro svoltosi a Roma tra Tirreno Power, Sindacati e Ministero dello Sviluppo, dove si è certificato lo stato di crisi nazionale dell’azienda la cui unica soluzione sono i drastici tagli che verranno operati sul personale. Il Governo ha bocciato il Piano industriale presentato da Tirreno Power, ma senza che siano state messe sul tavolo proposte alternative.
“Per questo ci siamo già attivati – afferma il referente locale dell’Ugl, Mauro Cosimi – come Segreteria Nazionale e a livello locale per il coinvolgimento di tutte le istituzioni al fine di garantire un futuro a chi rimarrà fuori dal ciclo produttivo. Quello che vogliamo è comunque rafforzare la posizione di Civitavecchia, perché è chiaro come il sito di Vado stia trascinando la situazione da un solo lato. L’azienda per Vado ha proposto un ipotesi di reindustrializzazione della parte del sito abbandonata, quindi rimane in attesa di eventuali acquirenti a cui proporre il reintegro del maggior numero di figure nella nuova attività. Questo, nonostante ‘le buone intenzioni’ è indubbiamente un duro colpo all’occupazione della zona e per chi venisse reimpiegato la perdita dell’appartenenza alla categoria degli elettrici. Purtroppo dobbiamo dire, vedendolo con occhi esterni, che il grosso della questione è questo e si rischia che il sito di Civitavecchia con quello di Napoli siano presi poco in considerazione, dato che non ci sono proposte a riguardo”.
“Ribadiamo quindi – prosegue Cosimi – la proposta che stiamo portando avanti sul reintegro in Enel degli esuberi, è l’unica soluzione per la salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori di Civitavecchia anche sotto il profilo professionale. Abbiamo fortemente contestato i numeri previsti per TVS, non per fare demagogia, ma perché il numero degli addetti previsti, secondo il nostro punto di vista non garantirà la sicurezza dell’impianto, sia sotto il profilo dei servizi che per l’esercizio. Questa scelta, secondo noi, è la condanna a morte dell’impianto e anche se per diversi motivi si rischia seriamente di ritrovarci tra poco tempo nella stessa situazione di Vado. Anche appoggiando informalmente gli scioperi effettuati, considerandoli uno strumento utile, riteniamo necessario percorrere altre strade, più incisive verso le istituzioni che devono risolvere una così grave ed urgente catastrofe occupazionale”.
“Stiamo quindi sollecitando l’amministrazione comunale – conclude – che già si è dimostrata sensibile al problema e ci stiamo adoperando per l’apertura di un tavolo specifico su Civitavecchia verso i ministeri competenti per ridare dignità ai lavoratori di TVS”.

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