Confcommercio: “Nessuna condanna per l’iniziativa dei tassisti”

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CIVITAVECCHIA – “Nessuna condanna per l’iniziativa dei tassisti, ma solo una valutazione sulla strumentalizzazione di una vicenda che discende da un emendamento parlamentare e che non fa che riproporre la solita proroga ma riportando le lancette dell’orologio al tempo dell’accordo con Matteoli, Ministro in quel periodo, evita che in alcune realtà alla proroga venga attribuita una interpretazione limitata. La protesta ha senso se viene dunque effettuata per ottenere una definitiva regolamentazione e non per protestare su una disposizione che è in vigore dal 2009.”
È quanto dichiara in una nota il Commissario di Confcommercio Civitavecchia, Tullio Nunzi, in merito alla protesta dei tassisti che in questi giorni sta investendo tutta Italia, compresa Civitavecchia.
“Trovo forzata – prosegue Nunzi – l’azione decisa soprattutto perché non determina cambiamenti rispetto all’attività dei Ncc, rispetto al passato. L’emendamento contestato non fa altro che assegnare un anno di tempo entro il quale si deve regolamentare settori (Taxi e Ncc), disciplinati da una legge piuttosto datata. E’ vero che l’emendamento proroga tutte le disposizioni legate all’attività di noleggio con conducente, ma è altrettanto vero che questa sia la risposta ad una interpretazione forzata che talune amministrazioni locali, in modo unilaterale, attribuivano alle normative che prorogavano l’entrata in vigore del 29, 1 quater. Come sopraddetto. L’accordo raggiunto a suo tempo con il Ministro Matteoli, prevedeva l’utilizzo della proroga, che riguardava tutta la normativa relativa all’attività di noleggio, in attesa che si individuassero delle nuove disposizioni per entrambi i settori (taxi e Ncc). Indubbiamente negli anni si sono generate condizioni poco in linea con i principi della legge che norma le attività. Vi sono stati operatori che hanno lucrato sulla licenza vendendo quella del taxi o di noleggio e poi facendosene assegnare una nuova per l’attività di noleggio da comuni o regione diversi rispetto a quello nel quale risiedevano. Naturalmente questi poi operano in bacini dove l’utenza è numerosa e ragguardevole, in questo danneggiando chi già è presente”.
“Su questo – prosegue Nunzi – i taxisti ed i noleggiatori regolarmente autorizzati hanno perfettamente ragione. Occorre ad onor del vero non sottacere che i fenomeni di abusivismo esistono però in entrambi i settori e toccano anche aspetti di altra natura. Una situazione complessa che deve essere regolamentata nell’interesse degli operatori regolari di entrambi i comparti. Su questo vergognoso ritardo una iniziativa congiunta avrebbe avuto senso ma nei confronti di governi che non hanno saputo, o voluto, affrontare una questione delicata che coinvolge un numero molto elevato di operatori e delle loro famiglie. Confcommercio da tempo è sostenitrice di tale posizione ma nessuno ha voluto operare per creare condizioni che chiarissero una volta per tutte i limiti delle rispettive attività. Viola le norme il noleggiatore che utilizza il sistema Uber in quanto opera da taxista. Altrettanto lo fa il taxista che mette a disposizione il proprio mezzo, con la compiacenza di qualche agenzia o addetto al ricevimento d’albergo, per accompagnare, e non certo con l’uso del taxametro (gli ultimi casi verificatisi a Livorno sono un esempio) i clienti per l’intera giornata. In tutta questa situazione a goderne i benefici è il gestore di un sistema informatico che tende a divenire il dominus del servizio taxi e Ncc per poi agire da padrone del mercato sfruttando operatori deboli e magari con l’obiettivo di definire le condizioni degli operatori che organizza. Un vero e proprio bagarino”.
“Noi ci muoveremo, dunque – conclude Nunzi – per favorire un sistema che metta fine ad una situazione caotica, che stabilisca criteri per il rilascio delle autorizzazioni e per chiarire le relative aree di operatività e regolarità”.

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