Cgil, Cisl, Uil e Usb: “Ecco perché abbiamo sottoscritto il Concordato”

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CIVITAVECCHIA – Si è svolta questa mattina presso la sede CGIL di Civitavecchia la conferenza stampa indetta da Cgil, Cisl, Uil e Ubs riguardo la stipula del concordato con il comune che ufficializza il passaggio dei dipendenti Hcs alla nuova società Csp. Presenti alla conferenza Alberto Manzini, segretario della Camera del lavoro di Civitavecchia- Roma Nord – Viterbo, il segretario generale Uil Viterbo Giancarlo Turchetti, il rappresentante della Cisl Roma Capitale- Rieti Paolo Sagarriga e Giancarlo Ricci per l’Usb.
Ad aprire l’incontro è stato Manzini: “È il momento di fare una conferenza stampa per indicare le ragioni che ci hanno condotto alla sottoscrizione dell’ipotesi di concordato e di tutto il lavoro successivamente svolto. Tre mesi in cui abbiamo ascoltato tutti i 383 dipendenti dell’azienda Hcs e trascorso tanto tempo negli uffici del Comune. C’è stato un tentativo maldestro di alcuni sindacati di isolare la Cgil, gli stessi che prima hanno sottoscritto e firmato l’accordo insieme a noi e poi ne sono diventati i detrattori. Noi, CGIL CISL UIL e USB abbiamo invece tenuto un percorso unitario e abbiamo avuto successo, tanto che il 99% dei lavoratori nei colloqui individuali ha accettato il passaggio. Ricordo poi che si tratta di un accordo nato coscienti del fatto che l’azienda era fallita, quindi il concordato ci ha evitato di trovarci in tribunale. Forti di questa convinzione siamo riusciti a lavorare affinché nessun lavoratore perdesse il posto e i servizi rimanessero pubblici. A questo punto il tema è la prospettiva, perché abbiamo un’azienda che non è molto amata dai cittadini, perché il servizio che offre non viene percepito come commisurato al pagamento e quindi alle aspettative.”
Sulla stessa linea il rappresentante Cisl: “Dall’inizio alla fine – ha spiegato Sagarriga – quello che abbiamo sottoscritto abbiamo cercato di portarlo a termine. Ma l’accordo non è mai stato solo una questione di natura sindacale legato ai dipendenti, ma di natura sociale molto rilevante in quanto si tratta di servizi essenziali; abbiamo sempre avuto la visione di una società municipalizzata integrata nel territorio. Questo a Civitavecchia non è mai accaduto, portando la città ad accumulare quasi 50 milioni di euro di debiti. C’era quindi bisogno di uno shock, una discontinuità col passato. Nell’accordo del 19 maggio ci siamo impegnati a salvaguardare i livelli occupazionali e a mantenere il carattere pubblico del servizio, oltre che la sua efficienza. Oggi Csp rinasce da zero e noi accompagneremo la nascita, lo sviluppo e la crescita di questa nuova società.”
Come ha specificato poi il segretario Uil Turchetti: “Quello stipulato è poi un accordo innovativo e particolare, che prevede che la commissione paritetica, che ha già lavorato prima per cercare di eliminare alcuni sprechi dell’accordo, lavori anche alla parte più importante, ovvero quella da adesso in poi; l’obiettivo è di andare a incidere sull’organizzazione del lavoro e sulle prospettive di sviluppo, in modo da dare garanzia al lavoro attuale ma anche alla creazione di nuovi posti di lavoro. Sta a noi ora far rispettare questo accordo e non andare a ricreare una seconda Hcs.”
E’ seguito poi l’intervento di Giancarlo Ricci: “Sono seduto al tavolo della trattativa perché anche se Usb è sempre stato un sindacato conflittuale il nostro congresso parla di lavoro pubblico e continuità al di fuori del Jobs act e l’accordo rispetta questi punti. Abbiamo deciso di comune accordo, con tutti i firmatari delle rappresentanze sindacali, anche se poi alcuni si sono tirati indietro. La firma del 19 maggio è avvenuta in seguito al referendum dei lavoratori approvato dal 97% di loro, i quali avevano partecipato alle assemblee ed erano stati tutti adeguatamente informati.”
Alla domanda “In che percentuale i lavoratori hanno auto un abbassamento di livello?” Manzini ha risposto: “Non abbiamo fatto questa valutazione, la faremo e può anche essere che questo sia accaduto. Se tutti avessero collaborato con lo stesso intendimento alla stipula dell’accordo non ci sarebbero stati questi problemi. Non è detto che in ogni caso non si possa modificare qualcosa in corso d’opera.”

Flavia Forestieri

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