“Cervelli in fuga”. Ciao Civitavecchia, il mio futuro è in Germania

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CIVITAVECCHIA – Se lasciare il proprio paese non è mai un passo facile, oggi ascoltiamo la testimonianza di chi lo fa con piede incerto e con l’amaro in bocca, ma con la speranza di vedersi realizzare.
E’ la storia di Silvia Crocchianti, civitavecchiese con l’amore per l’arte del palcoscenico, che ha deciso di partire con la disillusione di chi si è creato l’inizio di un futuro prospero nella propria città e poi lo ha visto soffocato dalla propria nazione.

Come hai iniziato ad avvicinarti all’ambiente del teatro?

“E’ iniziata a Civitavecchia, dove circa cinque anni fa mi avvicinai alla professione di tecnico e disegnatore luci in un piccolo teatro. La passione è cresciuta sempre di più e dopo circa un anno trovai a Roma un corso professionale in Lighting Design al quale decisi di dedicare tutta me stessa lasciando da parte anche gli studi universitari che avevo intrapreso. Grazie al corso ebbi modo di frequentare i più grandi teatri romani e di conoscere altri professionisti e appassionati come me. Dopo questa esperienza mi trovai a dover prendere la prima grande decisione, ovvero lasciare la realtà amatoriale di Civitavecchia per trasferirmi a Roma dove ebbi modo di entrare nel tanto agognato ‘giro’ e di avere così numerosi contatti e richieste. Passando dall’essere un disegnatore di luci o responsabile tecnico per vari teatri romani ho avuto la possibilità di salire più in alto ed illuminare produzioni per palchi di spicco come il Teatro Quirino, il Teatro Argentina, festival come il Fringe o il FontanonEstate. Salire e salire finché con stupore iniziai a veder viaggiare le mie luci da sole, col solo nome in locandina mentre ero a lavoro su nuove produzioni”.

Come mai dunque hai deciso di lasciare l’Italia?

“Nonostante le condizioni di sopravvivenza nello splendido caos romano, lo scorso dicembre, a ventitré anni, sono arrivata alla porta del Teatro dell’Opera di Roma, diventando per puro merito il ‘più uno’ dell’unico posto disponibile e senza borsa di studio nello Young Artist Program ‘Fabbrica’. Dopo circa tre mesi di attività mi sono trovata a dover uscire dal progetto in quanto vista come pericolosa concorrenza dal vincitore del bando. Ora mi rendo conto che la passione che per cinque anni ha mosso le ali che mi hanno portata fin qui è stata ridotta al minimo dalle continue delusioni, dai lavori sottopagati o non pagati ma in modo particolare delusa dalle prospettive che la realtà teatrale di alti livelli propone a giovani artisti e talenti italiani. Proprio in occasione della conferenza stampa del progetto Fabbrica del Teatro dell’Opera, il ministro Franceschini ripeté più volte quanto sia importante finanziare un progetto come questo, per i giovani già formati ma da avviare al mondo del lavoro, per far diventare l’Italia una meta che i giovani talenti stranieri possano desiderare per crescere in campo professionale ed artistico. Evidentemente far diventare attraente l’Italia anche per i giovani talenti italiani, in campo artistico e non, non è di eguale importanza”.

In che Paese hai deciso di trasferirti? Per quale ragione?

“Per quanto mi riguarda ho deciso di non sottostare più alla regola comune secondo la quale ‘non c’è budget ma altrimenti si sta a casa’ e a casa ho scelto di restarci più volte, rinunciando alla visibilità, e di sfruttare il mio tempo per imparare autonomamente una nuova lingua che ho sempre avuto nel cuore: il tedesco. E la Germania è la mia prossima meta, la mia prossima grande scelta e diverrà realtà prima dell’estate. Ho sempre trovato estremamente interessante la lingua, il paese e il modo di vivere e di pensare, e dopo averci pensato a mia volta, ascoltato pareri da Italiani e soprattutto da tedeschi, ho deciso di provare a far parte di quel paese e trovare la mia serenità lì”.

Cosa pensi di fare una volta arrivata?

“Per ora non credo che continuerò a lavorare in teatro. Il primo passo che intendo raggiungere a breve è ottenere la certificazione di idoneità linguistica per lo studio e poi iniziare un nuovo percorso di vita”.

Sai già dove abiterai di preciso?

“La scelta della città è ancora in bilico tra due cittadine in due regioni diverse ma in entrambe ho trovato varie soluzioni abitative e formative che ritengo soddisfacenti”.

Che aspettative hai?

“Cosciente dell’avventura a cui vado incontro e alle difficoltà che mi troverò ad affrontare, so che reinventarmi non sarà per niente facile. So però che sarà possibile e questo basta a darmi la fiducia e la forza necessaria”.

Ti dispiace lasciare in maniera quasi definitiva il tuo paese?

“Sicuramente non lascio l’Italia a cuor leggero. Lascio il mio paese, il mio mare, famiglia e amici ma chi è vicino davvero lo rimane ad ogni distanza ed il mare, il sole, la mia Italia la verrò a trovare con il cuore leggero di un turista in visita di piacere e potrò solo allora godere a pieno di ogni bellezza”.

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