“Cervelli in fuga”. A Cuba ho trovato quello che l’Italia non è più in grado di offrire

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Non accade molto spesso di incontrare qualcuno che, per amore del proprio lavoro e con lo specifico proposito di costruirsi una vita tranquilla con la propria famiglia, decida di lasciare per sempre tutte le sicurezze e i vantaggi del suo paese natìo. Lo ha fatto Alessandra Ferrelli, che non ha alcun rimorso per aver reso Cuba la sua nuova casa, certamente più grande di quella che possedeva in Italia a Bracciano.

Dove ti trovi attualmente e da quanto tempo ti sei trasferita?

“Mi trovo a Cuba dal 2011, con intervalli di tempo in Italia ed in Germania per questioni di tipo personale. E’ un posto che ho amato da subito e ho scoperto che trasferirmi qui ha rappresentato un sogno, dopo aver trascorso otto anni in Germania, dove ho studiato Filologia Italiana, Inglese e Tedesca Antica presso la Humboldt Universitaet zu Berlin”.

Sei partita da solo o con altre persone? Quando hai deciso di risiedervi stabilmente?

“Sono partita da sola, organizzavo già dall’Italia dei viaggi di gruppo a Cuba, facevo da guida e da autista per i miei clienti per tutta l’isola, un lavoro che trovavo bellissimo. Sono tornata spesso in Italia e in Germania fino a che non ho conosciuto mio marito, il papà delle mie figlie ed ho deciso di restare, essendo diventata la vita in Europa secondo me troppo frenetica e mancante di tranquillità, che giudico un parametro necessario per conseguire la vera felicità della vita”.

Hai avuto problemi con la lingua del luogo? Trovi che ci siano molte differenze tra la mentalità del posto in cui ti trovi ora e quella del tuo paese?

“Nessuna difficoltà, sia in Germania che a Cuba, visto che provengo da studi linguistici e che secondo me la lingua e la mentalità di un luogo sono un tutt’uno. Fino a che non si impara per bene a parlare la lingua del luogo, non si capirà mai veramente bene come vivere in quel determinato paese. Le difficoltà nell’adattarsi sono sempre relative, dipende da ognuno di noi essere flessibile al luogo; ho avuto le mie difficoltà e in alcuni casi continuo ad averne, ma in fondo ne ho anche in Italia: nascere in un posto non significa capire e accettare sempre tutto di quel determinato luogo”.

Come mai hai deciso di lasciare l’Italia?

“Ho sempre amato conoscere il mondo o per lo meno altri luoghi, imparare, confrontarmi e scoprire me stessa, fino a dove arrivo e cosa riesco ad ottenere, per questo ho vissuto in vari luoghi, anche Londra nel passato. Ricercavo una mia dimensione, dinamica, ma tranquilla, una condizione che per me è fondamentale, soprattutto quando si pensa ad avere una famiglia e dei figli. Cuba è un paese ancora genuino e ideale per i bambini, magari non c’è tutto, ma un genitore ha tempo da dedicargli, per vivere la vita con loro.

Pensi che prima o poi tornerai definitivamente?

“Sono due anni ormai che non torno in Italia, dal momento che qui ho molto lavoro nel campo del turismo che mi tiene piuttosto impegnata. Recentemente inoltre, abbiamo acquistato una casa coloniale che stiamo riparando con molto amore e altrettanti sacrifici per aprire un piccolo B&B; per il momento dunque, non credo di tornare definitivamente, ma mai dire mai nella vita”.

Attualmente di cosa ti occupi?

“Come dicevo, mi occupo di turismo e non solo; a me piace pensare che la mia missione è quella di far conoscere un luogo, Cuba, tanto bello e complicato da capire per chi non ci vive e per chi non ne conosce la vera storia. Abbiamo una piccola agenzia di servizi a conduzione familiare che fa viaggiare i nostri clienti in tutta l’isola di Cuba, scoprendo in maniera libera, ma sicura, questa immensa isola dei Caraibi. Inoltre organizziamo piccoli eventi nella città dell’Avana e dintorni”.

Come ti sei avvicinata alla passione che ti ha portato dove sei ora?

“Lavoro nel turismo da quando avevo 22 anni, ho iniziato in Germania con le fiere del turismo e in aeroporto, fino a che non cominciai a lavorare come guida turistica a Berlino. In seguito mi sono di nuovo trasferita a Roma, dove ho collaborato per anni con le agenzie marittime del porto di Civitavecchia, come accompagnatrice-tour leader dei gruppi di croceristi, un lavoro che ho avuto modo di amare perchè mi ha permesso di conoscere ancora di più una bellissima città come Roma. Tuttavia pensare di poter operare un lavoro indipendente, poter essere padrona di te stessa o aprire un’agenzia in Italia, lo ritengo impossibile di questi tempi e anche se il mio lavoro lo facevo con passione e amore, non mi sentivo veramente soddisfatta. Continuavo a pensare ‘e se volessi avere dei figli? Se dovessi comprare una casa più grande perchè la famiglia si allarga? Chi mi darebbe un mutuo con un lavoro indipendente? Come potrei organizzare la mia vita di donna, di mamma in Italia?’. Mi rispondevo sempre che era impossibile tornare a casa prima di una certa ora, che non sapevo chi avrebbe guardato i miei figli e che non avevo idea di come avrei pagato una casa con una stanza più grande, dal momento che possedevo solo un piccolo monolocale. E così quando cominciai a conoscere Cuba mi resi conto che era vero che in un negozio ci sono solo due articoli dei cento che ci sono da noi in Italia o in Europa, ma è pur vero che in Italia i soldi non mi bastavano mai per acquistare i cento diversi prodotti presenti nei negozi. Inoltre vedevo che Cuba era un po’ come le città da noi negli anni ’50-’60, tutto più a grandezza d’uomo, tutto più tranquillo, più tempo per se stessi, per i figli e la possibilità, per chi è residente come me, di comprare una casa di 250 mq per garantirsi un determinato tenore di vita con un lavoro appagante”.

Che progetti hai per il futuro?

“Il mio progetto futuro è vivere la mia famiglia, lavorare e migliorare, senza diventare la persona più ricca del mondo, ma sentirmi tranquilla di poter vivere bene e di poter far vivere bene le mie figlie. Voglio realizzare tutto qui continuando a far conoscere Cuba, rimanendo tuttavia sempre italiana”.

 Giordana Neri

 

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