Caiazza e Lolli raccontano la “Mafia capitale sulla schiavitù del lavoro”

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CIVITAVECCHIA – E’ appena uscito il libro di Sara Lolli e Cesare Caiazza “Mafia capitale sulla schiavitù del lavoro”, pubblicato da EDIESSE, con le prefazioni del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso e della Staffetta Partigiana, Tina Costa.
Il libro sarà presentato nell’ambito di due prime iniziative (descritte nelle locandine che inviamo nei successivi allegati) di confronto pubblico su “lavoro e legalità” – aperte alla partecipazione e al contributo di lavoratori, pensionati e cittadini e nelle quali interverranno rappresentanti delle Istituzioni, politici e dirigenti sindacali – che si terranno a Roma (il 12 ottobre) e a Civitavecchia (il 20 ottobre).
“Il libro – spiegano gli stessi autori – partendo dal racconto delle nostre storie, descrive ed analizza la precondizione che è alla base di fenomeni come Mafia capitale: lo sfruttamento pesante dei lavoratori che operano nel sociale (caratterizzato da salari effimeri e pochi diritti) e gli enormi utili per le cooperative che, nel divenire imprese e smarrendo lo spirito originario ‘mutualistico, solidale e senza scopo di lucro’, divengono appetibili anche per interessi criminali e mafiosi. Descrive come le recenti modifiche legislative, imposte dal Governo, in tema di riforme del lavoro e del terzo settore, finiscono per ingigantire questa inaccettabile condizione. Prova ad avanzare delle proposte (anche in termini di possibile ‘reinternalizzazione e ripubblicizzazione’ di tutti i servizi ‘socio-sanitari e assistenziali’) finalizzate a riaffermare la legalità attraverso il pieno riconoscimento della dignità e dei diritti del lavoro, direttamente proporzionali con i diritti e la dignità di ogni persona che ha bisogno di cure ed assistenza”.
“Infine – concludono – ma non per ultimo, nel libro abbiamo evidenziato come l’attuale inaccettabile condizione segnata dalla menomazione di diritti fondamentali, è in stridente contrasto con i principi della nostra straordinaria Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione contro il nazi-fascismo e fondata sul lavoro. Una Costituzione che, come scrive nella prefazione la Staffetta Partigiana, Tina Costa, ha il solo difetto di ‘non essere applicata’ e non ha certo bisogno di essere modificata con riforme pasticciate, confuse e sbagliate”.

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