“c3STo di notizie”. “Mi trattavano come una bestia e ora sono anche disoccupata”

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Nuovo appuntamento con “c3Sto di notizie”, articoli giornalistici realizzati dagli alunni delle classi 3^ S e 3^ T della scuola media Don Milani di Cerveteri. Spazio questa volta ad una dolorosa storia con la toccante testimonianza di una signora 47enne che, divorziata e con la figlia da mantenere, si è ritrovata disoccupata.

“Lavoravo come se non ci fosse un domani e mi trattavano come una bestia!”. Così Loredana (nome di fantasia in considerazione del suo desiderio di mantenere l’anonimato), sintetizza in poche ma struggenti parole la sua storia di 47enne disoccupata, accettando di raccontare la sua triste vicenda.

Che lavori ha svolto e com’era la sua vita prima di restare disoccupata?

“Prima di diventare disoccupata ho fatto diversi lavori e mi trovavo molto bene, anche perché dopo essermi sposata io e mio marito abbiamo aperto tre negozi a Parco Da Vinci e non abbiamo avuto motivi per cui lamentarci rispetto alle nostre possibilità economiche. Purtroppo però dopo un po’ di tempo io e mio marito abbiamo divorziato e le cose per me sono decisamente cambiate. Ho iniziato a lavorare per un anno all’Aurelia Hospital, poi ho lavorato come casalinga per qualche anno”.

Da quando è disoccupata?

“Da qualche mese, in cui la situazione è drasticamente cambiata”.

Lei ha figli? Come riesce a mantenerli?

“Si, ho una figlia. Quando ho divorziato mi sono trovata un po’ in difficoltà perché lavoravo ma non guadagnavo abbastanza e dovevo mandarla a scuola,comprare il cibo, vestiti, ecc… dopo che sono diventata disoccupata, il mio ex marito nel mese di gennaio ci ha mandato metà di quello che ci mandava di solito perché anche lui ha una famiglia e le difficoltà sono enormemente aumentate”.

Che ricordo ha del suo periodo lavorativo?

“Quando avevo un lavoro,dopo il divorzio, lavoravo come se non ci fosse un domani e mi trattavano come una bestia; facevo anche 16 ore al giorno e per esempio in condizioni assurde, anche per come venivo trattata. Ricordo che in un ristorante in cui ho lavorato i camerieri facevano cadere le forchette a terra e non le raccoglievano per farle raccogliere a me. I proprietari non avevano rispetto per i lavoratori e l’unico interesse che avevano era soltanto guadagnare. Non ero considerata né come lavoratrice né come persona ed è purtroppo una situazione molto diffusa nel nostro Paese”.

Nicoletta Leonte
Martina Olivieri
Anamaria Rus

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