Arriva Salvini e va in scena la squallida propaganda

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CIVITAVECCHIA – Nella serata di ieri Viale Garibaldi si è visto spaccare in due. Sul lato del Gran Caffè la nuova forza politica “Noi con Salvini”, composta da cittadini per lo più di Ladispoli, Cerveteri, Roma e Viterbo, con bandiere e cartelli di protesta anti immigrazione. Dall’altra parte della strada, allontanati lì da una schiera di poliziotti in assetto anti sommossa, la restante parte di civitavecchiesi, anche questi con striscioni e cartelli ad esprimere la propria contrarietà all’arrivo di un particolare “migrante” nella propria città: Matteo Salvini.
Dopo la conferenza che ha visto riunito all’Arena Pincio tutto il centro destra del litorale, al quale si sono uniti perfino i numerosi esponenti di Casa Pound, i contrari all’accoglienza degli immigrati e alla creazione di un Hot Spot al molo 28 di Civitavecchia, si sono riuniti sotto la statua di Garibaldi in attesa del loro personale Eroe dei due mondi. E tra le proteste accorate e i fischi dell’inarrestabile “altro lato della strada”, con sole due ore di ritardo, il nuovo “Eroe” moderno è stato accolto dal manipolo di fans e ha arringato la piccola folla dai gradini della galleria che conduce al Bingo (sarà per umiltà che non ha voluto un palco vero?).
manifestazione salvini“L’Italia agli italiani” è questa la formula con cui si è dato inizio al discorso salviniano, alla quale è seguito un campionario di frasi che paiono estrapolate e ricomposte dai suoi numerosi discorsi elettorali: “L’emergenza in Italia è il lavoro, non la legge elettorale, non lo Ius Soli, se voi ci darete una mano a vincere le elezioni riusciremo a cancellare la legge Fornero a ridurre le tasse al 15%” e ancora “Ogni anno mandiamo i 150 000 ragazzi all’estero ogni anno e in cambio ci riempiamo di ciabattanti, che se va bene non fanno niente, se va male fanno casino”. A dieci minuti dall’inizio del mini comizio arrangiato la situazione civitavecchiese ancora non è stata nominata.
Finché arriva anche l’argomento scottante. Il leader leghista ha dichiarato: “Torneremo a Civitavecchia parlando del futuro della città, di tassazione per i commercianti, di asili nido, di chi ha il problema della casa. Se il governo del Pd andrà avanti con questa scelta folle io andrà fisicamente al porto perché i barconi qui non devono entrare”. Ha parlato ancora delle “bellezze dell’Italia” del “buon Dio” e di tanti altri concetti pieni di Italianità, fino ad arrivare alla questione del bagnino di Chioggia, e della legge Fiano, affermando che vi sono problemi molto più importanti in Italia di quelli che “hanno in tasca l’accendino con la faccia di Mussolini”.
Nulla di diverso da quello che ascoltiamo quasi quotidianamente in ogni telegiornale, programma televisivo, post su Facebook, e quanto altro ancora Salvini utilizza per diffondere i capisaldi della sua eterna campagna elettorale. Nessuna proposizione di soluzione o analisi del problema, per altro evidenziato dallo stesso sindaco Cozzolino che ha dichiarato come Civitavecchia non sia né preparata né adatta ad accogliere il flusso migratorio.
Tra il gruppo dei contrari alle affermazioni di Salvini, sorvegliato da un cordone di polizia indubbiamente in sovrannumero data la natura pacifica della protesta, abbiamo ascoltato le testimonianze di alcuni tra i più giovani presenti.
Eva, 19 anni, ci dice: “Credo che Salvini stia usando questo evento come un pretesto pet fare audience e far parlare di sé. Io penso che dovremmo puntare all’integrazione degli immigrati e credo che questo accanimento contro il loro arrivo non porti a niente altro che rabbia e rancore”. E Alberto, 25 anni aggiunge: “Salvini parla per slogan, tutte belle parole ma nessuna proposta concreta. È una guerra tra poveri, entrambi gli schieramenti dovrebbero essere più razionali: né acoglienza a tutti i costi ma nemmeno l’estremismo fascista, perché di questo si tratta, di coloro che non vogliono gli immigrati a prescindere, che non vogliono il diverso”.

Flavia Forestieri

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