Altro allarme occupazionale: procedure di licenziamento per 20 autisti della Royal Bus

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CIVITAVECCHIA – Nuovo allarme occupazione nel territorio. Questa volta a rischiare seriamente il posto di lavoro sono i lavoratori della Royal Bus, nota azienda locale di autonoleggio, che ha avviato le procedure di licenziamento per ben 20 autisti dei 37 a tempo indeterminato attualmente in forza. Lo rende noto l’Unione Sindacale di Base, che definisce “inaccettabile” la posizione dell’agenda in presenza a suo avviso di possibili misure alternative.
“La società nel corso dell’anno subisce oggettivi cali di domanda – afferma a nome dell’Usb Giancarlo Ricci – che nessuno intende negare. Ciò soprattutto nel periodo invernale in ragione della consueta riduzione del traffico crocieristico, a cui quest’anno, per la prima volta, si è purtroppo aggiunto anche una drastico taglio del servizio di navettamento che la società effettua all’interno dello scalo per conto di Port Mobility: una decisione che dal 1 novembre ha comportato l’eliminazione di ben tre delle quattro linee normalmente attive, con la conseguenza di notevoli disagi non solo per gli autisti, costretti ad operare praticamente senza pause, bensì per i tanti passeggeri, operatori portuali e semplici visitatori che ovviamente non trovano autobus sufficienti per muoversi nel porto. Un problema che dovrebbe spingere Port Mobility e la stessa Autorità Portuale a valutare un adeguamento delle linee, e sul quale, se non altro per i risvolti occupazionali connessi, sarebbe auspicabile anche un interessamento del Comune di Civitavecchia”.
“A fronte di un simile contesto nella bassa stagione – prosegue Ricci – occorre però sottolineare la rilevante attività che Royal Bus compie nel resto dell’anno, con un monte ore complessivo di ore lavorate e un numero di servizi svolti assolutamente sufficienti a garantire la continuità occupazionale di tutto il personale. Una evidenza che, al di là degli ammortizzatori sociali attivabili nel breve periodo, potrebbe quindi consentire l’adozione di strumenti di flessibilità volti a realizzare una compensazione tra i periodi di maggior lavoro e quelli in cui si registra una contrazione delle attività. Così come del resto prescrive la legge”.
Questa è la posizione che l’Usb ha già rappresentato all’azienda e che pertanto porterà avanti nel proseguo della procedura, “opponendosi con la massima decisione a licenziamenti che possono e devono essere evitati”. (foto tratta dal sito www.portmobility.it)

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