All’ultima spiaggia…

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CIVITAVECCHIA – Arriva il caldo torrido e i bagnanti cominciano ad affollare in numero massiccio la Marina e il lungomare cittadino. Decidiamo dunque di fare una passeggiata lungo il litorale, per goderci la vista mare e respirare un po’ di iodio. Partendo da Piazza degli Eventi lo scenario è subito abbastanza desolante. Aiuole secche e piante ridotte a cespugli ci introducono sulla spiaggia dove un cartello del Comune avverte che la balneazione non è sicura a causa dell’assenza del servizio di salvamento. Lo stabilimento della “Prima spiaggia” che fino allo scorso anno gestiva questo tratto di spiaggia infatti quest’anno non c’è. E l’intera spiaggia della Marina, per quanto sistemata un paio di settimane fa con un veloce passaggio di ruspe, appare quasi come una landa desolata dove si intravedono qua e là una decina di coraggiosi bagnanti. Alle loro spalle, sulle aiuole a ridosso dei camminamenti attraversati da numerosi croceristi, un continuo rincorrersi di rifiuti di ogni genere, ogni tanto accumulati senza che nessuno si sia curato di rimuoverli. A metà passeggiata, in un fazzoletto di qualche metro quadro, uno sconsolante esempio di quello che potrebbe essere la Marina ma non è: un’aiuola curata, dove il verde e le palme hanno resistito, sulla quale sono sdraiati a prendere il sole alcuni turisti. Ma si tratta di una sorprendente eccezione, quasi una piccola oasi, in una distesa sporca e brulla. Ed è un vero peccato, perché tra l’altro il mare, almeno nella giornata odierna, appare limpido e pulito.
Lo scenario cambia finalmente quando arriviamo a Pirgo, dove l’ormai storico stabilimento per fortuna ha aperto i battenti anche questa estate, curando e ravvivando l’area. Ma è l’unico. Tuttavia il panorama dal pontile del Pirgo è alquanto contraddittorio: se si guarda a destra si vedono ombrelloni, sdraio, bambini che giocano, tutto quello che ci si aspetta di trovare in una spiaggia; ma se guardiamo a sinistra sembra di trovarsi in un’altra città. L’area infatti si ritrova abbandonata a sé stessa e lasciata nell’incuria più totale: immondizie di ogni genere, lattine, bottiglie di vetro, carte, rifiuti in plastica sono solo una minima parte di quello che vi si può trovare. Il più è il risultato della movida della sera precedente, quando i giovani non si fanno problemi a lanciare di sotto qualunque cosa gli passi per le mani; i vetri e le bottiglie in tal senso abbondano. La parte consistente dell’immondizia è stata i raccolta e “giustamente” accantonata in un angolo, come se così la sua presenza disturbasse meno: nel mucchio troneggiano un cestino pubblico della spazzatura e un water di ceramica.
Chiaramente se a destra pontile la spiaggia è affollatissima, qui ci sono solo tre ombrelloni sparuti, dei più coraggiosi che si sono fatti strada tra i vetri. Chiediamo loro cosa ne pensano di questa situazione e da quanto ci si trova in queste condizioni; una signora ci dice: “È una vergogna, nonostante tutte le campagne fatte per la pulizia del Pirgo la situazione è sempre uguale, io me lo ricordo così da anni”. Un altro signore ci dice: “Non si può nemmeno stare in piedi scalzi, è pieno di vetri e altre cose taglienti, è molto pericoloso”.
Tornando indietro, passato lo stabilimento, la situazione purtroppo sembra simile. Se pur in maniera meno evidente, anche Piazzetta Betlemme, oltre ad essere completamente secca a causa della situazione idrica cittadina, presenta sporcizie di vario genere: tra le aree bonificate dagli Angeli di Civitavecchia (la squadra di volontari guidati da Roberta Galletta) contrassegnate dai cartellini si trovano cartacce, bottiglie, lattine e quelle che sembrano mattonelle, abbandonate probabilmente in attesa di un lavoro non ancora svolto.
Questo è quello che cittadini, bagnanti e turisti possono “ammirare” sul lungomare civitavecchiese, stando bene attenti a dove mettono i piedi.

Flavia Forestieri

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