“Affascinata da Civitavecchia”

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CIVITAVECCHIA – Una visione quasi paridisiaca di Civitavecchia quella offerta da una italiana residente a Berlino di passaggio nella nostra città, la quale ha voluto scrivere al Sindaco Cozzolino per esprimere il suo entusiasta punto di vista. “Mi ha fatto molto piacere leggerla, anche se non ne condivido tutti i passi – commenta Cozzolino – perchè è una visione ottimistica della nostra città data da una persona che vive da molti anni all’estero e che quindi giocoforza ha un punto di vista diverso da noi abitanti di Civitavecchia. Mi fa piacere condividerla con i giornali e ve la inoltro integrale proprio per rendere al meglio le emozioni che trasmette. Alla signora ho risposto personalmente, ringraziandola per questo bel pensiero”.
La lettera, che riportiamo qui di seguito, può far piacere per chi tiene alla civitavecchiesità ma appare senza dubbio un po’ incongruente rispetto al quadro reale della situazione e non mancherà di far discutere.

Gentile Sig. Sindaco di Civitavecchia,
Le scrive Carla Angeloni, nata ad Ariccia (Roma) nel 1950 e residente a Berlino dal 1971.
Ho avuto il piacere di soggiornare alcuni giorni a Civitavecchia a fine aprile scorso e siccome sono rimasta affascinata dalla città desidero raccontarLe perchè.
La gente è di una bontà incredibile, vive in pace e tranquillità e quando chiedevo un’informazione a qualcuno, tutti lasciavano andare subito la propria via per “accompagnarmi” dove volevo andare, cioè non solo darmi l’informazione desiderata.
Non ho visto tracce di criminalità o violenza, nessuno mi ha dato fastidio, come accade a volte in altri paesi italiani dove gli uomini anziani sulla piazza, spesso curiosi e pettegoli, fissano e importunano le persone che vengono da fuori; o i ragazzetti dell’età media di 15 anni, soprattutto turchi, arroganti e maleducati che a Berlino spesso danno fastidio alle donne, rivelando il lato negativo della loro cultura musulmana, inculcatagli dai genitori.
Nonostante l’alta quota di disoccupazione, la gente di Civitavecchia vive con dignità e rispetto, non ho visto nessuna persona senzatetto o simile sostare sui marciapiedi o altrove.
Non ho visto neanche cani o gatti randagi, ma persone che ne erano proprietarie e li trattavano con assoluta cura e affetto.
Leggendo le scritte sui muri, che di solito sono volgari ed esprimono lo stato d’animo oscuro dei giovani, a Civitavecchia tra l’altro ho letto: “Mi vuoi sposare? Perchè ti amo”. Mi ha fatto sorridere.
La città è pulita, ordinata e curata, ben governata e amata dagli abitanti; ci sono dappertutto banchine comode per i pedoni, e contenitori per fiori con il cartellino dei responsabili (= gli Angeli di Civitavecchia!).
Le macchine sulle strade rallentano immediatamente a distanza quando un pedone vuole attraversarle (altrove fanno spesso una frenata brusca e a pochi centimetri dalle persone).
Il Museo con entrata gratis, aperto tutto il giorno, ben strutturato, con brevi descrizioni dei reperti, facilmente comprensibili per tutti, e senza “guardie severe” come a Berlino.
I molteplici monumenti storici, alcuni dei quali risalenti ai tempi a. Chr. testimoniano il ricco passato culturale della città.
Nello “Chalet degli Eventi” avevo dato un’occhiata veloce al giornale di Civitavecchia e letto che l’amministrazione comunale aveva concordato un “decisivo no agli immigrati” e un “sì ai profughi”: un’espressione di intelligenza e umanità dei governanti.
All’altro lato della strada c’era un chiosco sul marciapiedi come punto di informazione turistica, dove due giovani ragazze molto gentili erano a disposizione del pubblico, munite di una piantina della città facile da usare. La cultura del turismo è ben sviluppata, anche se non ho visto molti turisti – per mia fortuna! – e mi sono sentita “in Italia”.
In due vetrine di negozi di abbigliamento ho visto un manichino “di colore” vicino ad altri “bianchi”, che ho interpretato quale segno di assenza di razzismo.
Ho alloggiato nel B&B Il Ponentino, il cui proprietario, Paolo, è una simpatica persona veramente speciale, di una professionalità e disponibilità incredibili. Mi ha addirittura accompagnato e ritornato a prendere alle terme, che erano la meta originaria della mia visita a Civitavecchia.
C’ero stata solo un giorno molti anni fa, e ricordo un ragazzo giovane, al quale i medici a causa di un incidente volevano amputare un piede e la caviglia. Lui si era rifiutato, era andato alle terme e camminava senza bastone!
A causa del maltempo ci sono potuta andare solo due giorni, ma sono stati sufficienti per avere la pelle levigata e leggermente abbronzata, cioè semplicemente ringiovanita.
Mi permetta a questo punto di esprimere un’idea, dopo aver visto alle terme un bambino che era caduto e aveva battuto la testa e siccome non c’èra un posto di pronto soccorso, la gente dava i consigli più disparati.
Un posto di pronto soccorso alle terme sarebbe molto utile e si potrebbe finanziare aumentando di uno o due Euro l’entrata per i non residenti. Il prezzo attuale di 1,50 € è veramente basso. Si potrebbero così creare due posti di lavoro per giovani laureati in medicina o infermieri disoccupati, che si alternano tra loro. E’ solo un’idea, mi scusi se mi sono permessa di esprimerla, non escludo che ci abbia già pensato.
Il giovane ragazzo delle terme che ha creato il giardino mi ha stupito per il suo talento: il “genio italiano” che sopravvive anche nei tempi più difficili.
Concludendo posso dire che il Buon Governo di Civitavecchia è un esempio di civiltà e cultura, l’unica intelligente via di uscita da questa interminabile crisi globale.
Grazie, Signor Cozzolino, per avermi letto fin qui; Lei merita “Mille Stelle”, non solo “Cinque”, e sempre in “Movimento”:-)
Con i più cordiali saluti

Carla Angeloni – (Berlino)

PS: non è necessario che mi risponda, avrà sicuramente molto da fare, mi basta sapere che questa email Le sia arrivata.

PPS: dovesse desiderarlo, ha tutto il permesso di utilizzare questa mail come vuole (p.es. appenderla sulla bacheca del Comune, inviarla a giornali o ad altri, ecc.), in quest’ultimo caso magari facendomelo sapere se possibile.
Io tra l’altro sono cittadina onoraria di Berlino, perchè quando ero giovane e studiavo all’università, avevo lottato con successo due volte anche contro la mafia italiana in Toscana. Adesso viviamo in altri tempi — e io non sono più giovane –, ma la lotta per tutto ciò che è bello e buono continua: non più attaccando il “diavolo” direttamente, ma mandandolo in tilt appunto mettendo in risalto tutti gli aspetti positivi e belli della vita.
A Civitavecchia io comunque il diavolo non l’ho incontrato affatto, e quello che ho affermato qui sopra corrisponde alla pura verità:-)

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