Zingaretti: “Civitavecchia deve avere un ruolo fondamentale nell’economia del Lazio e del Paese”

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CIVITAVECCHIA – “Civitavecchia deve avere un ruolo fondamentale nell’economia del Lazio e del Paese”. Lo afferma il Presidente della Regione Nicola Zingaretti che, in questa intervista in esclusiva concessa a Centumcellae News, fa il punto sulla sua attività amministrativa nel Lazio e sul territorio dopo il suo insediamento.

Presidente Zingaretti, dopo quasi tre anni di governo, considera il Lazio una Regione in crisi?

“Stiamo finalmente raccogliendo i frutti di un lavoro cominciato sin dal nostro insediamento. La fotografia che ci offre l’Istat certifica la ritrovata vitalità e dinamicità del sistema-Lazio. La discesa del tasso di disoccupazione e il forte aumento delle esportazioni, insieme ai dati dell’INPS che registrano un aumento dei contratti a tempo indeterminato nei primi 10 mesi dell’anno del 37,8%, a fronte di una media nazionale del +29,8%, indicano che la ripresa economica nel Lazio si sta consolidando. Segnali importanti, confermano la performance del 2014 fotografata dall’Istat, che ha visto il Lazio prima regione italiana per Pil, per aumento dell’occupazione e per ripresa dei consumi. Non pensiamo che tutto sia risolto. La crisi è stata lunga e profonda e la situazione economica resta ancora fragile, ma stiamo percorrendo la strada giusta e le scelte fatte in questi anni cominciano a produrre importanti risultati”.

Una delle principali criticità del Lazio, come in molte altre regioni italiane, è stata la scarsa capacità di recepire i fondi europei, fondamentali per un reale rilancio dello sviluppo. Ritiene di essere riuscito ad invertire la rotta con la sua amministrazione?

“Le risorse europee rappresentano per la nostra amministrazione un bacino importante. E il Lazio ha dimostrato di saper utilizzare al meglio i fondi della programmazione europea. Da quando siamo arrivati, siamo riusciti a mettere sul territorio ben 713 milioni di euro della vecchia programmazione. La media mensile di fondi erogati è passata da 13 milioni nel periodo 2007-2013 a 35 milioni in questi due anni e mezzo. Abbiamo cioè triplicato la capacità di spesa del Lazio. E nello stesso tempo ci siamo concentrati sulla nuova programmazione 2014-2020, istituendo una cabina unica di regia. Siamo riusciti a dare vita a una programmazione unitaria tra fondi europei, risorse regionali e statali: un piano da 3,7 miliardi su 45 azioni cardine, che orienteranno lo sviluppo del Lazio nei prossimi anni. Abbiamo già attivato 35 delle 45 azioni e, nei prossimi mesi, metteremo a disposizione del territorio ben 400 milioni di euro”.

Il Giubileo è ormai iniziato. Pensa che il Lazio e la Capitale si possano considerare pronte ad affrontare questo anno?

“Oggi possiamo dire che stiamo rispettando tutti gli impegni presi in fase di programmazione. Abbiamo lavorato subito su accoglienza, sanità, solidarietà e trasporti. Il cuore dell’intervento che abbiamo messo in campo riguarda il sistema dell’emergenza della città di Roma, su cui abbiamo investito 33,5 milioni di euro per il piano di ammodernamento dei reparti dell’emergenza ospedaliera e la messa a norma di 12 Pronto Soccorso. Non abbiamo semplicemente ridipinto le pareti, abbiamo rivoluzionato l’organizzazione, l’offerta tecnologica, i sistemi di presa in carico, i codici d’attesa, i servizi per i famigliari nelle sale d’attesa. In pochi mesi abbiamo compiuto una grande opera di riqualificazione in tutte le strutture: Policlinico Umberto, San Giovanni Addolorata, San Camillo Forlanini, Policlinico Tor Vergata, Sandro Pertini, S. Eugenio CTO, il Grassi di Ostia, l’ospedale Sant’Andrea, il San Filippo Neri, il Santo Spirito, SS Gonfalone e il Policlinico Gemelli. E abbiamo poi accelerato sull’acquisto di nuove ambulanze, considerando che l’ultimo rinnovo del parco mezzi dell’emergenza risale a quasi 10 anni fa e che molte ambulanze del Lazio superano i 400mila chilometri di strada. Si tratta di una grande operazione che ci ha consentito di accelerare su un progetto già avviato di miglioramento delle strutture sanitarie e che resterà alla città e ai suoi visitatori anche dopo il Giubileo”.

Oltre agli interventi sulla sanità, quali altri progetti avete messo in campo per il Giubileo?

“Il Giubileo è una grande sfida e una grande opportunità per Roma e per il Lazio. Abbiamo lavorato su più aspetti, facendoci trovare pronti. Abbiamo potenziato il sistema dei cammini religiosi, come la via Francigena del Sud, i cammini di Benedetto e Francesco. E da qualche settimana abbiamo provveduto all’apertura di una nuova via dell’ultimo tratto della via Francigena del Nord, percorso che permetterà di arrivare a ridosso dell’ostello del Santa Maria della Pietà, che è un’altra delle innovazioni che consegniamo a Roma per il Giubileo. E poi, abbiamo messo in campo un progetto straordinario di Servizio civile per l’accoglienza e il supporto dei pellegrini e delle famiglie con bisogni speciali e un bando dedicato alle organizzazioni di volontariato che presenteranno progetti per l’accoglienza di persone con bisogni speciali in occasione del Giubileo, sia a Roma, sia all’interno del Sistema dei Cammini del Lazio. Non opere straordinarie ma un’accelerazione su quanto avevamo già deciso e programmato nel progetto di crescita del Lazio realizzato in questi due anni e mezzo di lavoro”.

Come si inserisce il territorio di Civitavecchia nel disegno programmatico che state portando avanti?

“Civitavecchia deve avere un ruolo fondamentale nell’economia del Lazio e del Paese. Penso in particolare alle enormi potenzialità del porto della Capitale, su cui stiamo puntando moltissimo. In raccordo con l’Autorità portuale, siamo riusciti ad ottenere importanti risorse europee. Per cambiare passo, puntiamo tutto sulle infrastrutture. Un passaggio fondamentale è l’istituzione della zona porto franco, vero elemento cruciale per rendere più competitivo questo hub. Ma è fondamentale anche creare una rete di infrastrutture efficiente attorno al porto. Abbiamo recuperato risorse che stavano andando in perenzione, riallocate su opere in attesa da anni. Così abbiamo fatto ripartire un’opera assolutamente strategica come la Orte-Civitavecchia nel tratto Cinelli-Monteromano: un finanziamento di 117 milioni interamente regionale i cui lavori termineranno entro il 2016. Nel bilancio 2016-2018 appena approvato abbiamo previsto oltre 100 milioni di euro per completare i lavori sulla Orte-Civitavecchia. Crediamo che questa trasversale renderà più forte la nostre regione e il nostro Paese, contribuendo alla competitività del porto di Civitavecchia, dell’interporto di Orte, dell’area industriale di Terni, e ponendo ancora più il Lazio al centro in una rete infrastrutturale moderna, europea, grazie al collegamento con l’autostrada a1 Milano/Napoli, con l’itinerario Orte/Perugia/Ancona. Abbiamo poi fortemente potenziato il trasporto su ferro sulla linea FL5 (Civitavecchia–Roma), grazie all’acquisto dei nuovi treni Vivalto: complessivamente con la nuova offerta di treni, dal 2013 a oggi, l’incremento di posti su questa linea è pari a circa 1.500 posti al giorno”.

Uno dei settori più delicati in questo territorio è la sanità, che presenta molte criticità e che in tanti ritengono trascurata dalla Regione. Cosa risponde in merito?

“I nostri sforzi hanno portato a interventi fondamentali anche nel settore della sanità. In particolare, abbiamo concentrato i nostri sforzi sul rafforzamento dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia con importanti investimenti: a ottobre abbiamo inaugurato il poliambulatorio di 415 mq completamente nuovo, riorganizzato per rendere più efficienti le prestazioni erogate e dotato di macchinari all’avanguardia, una sala operatoria per i piccoli interventi e stanze più ampie per i pazienti e per il personale. Inaugurato anche il nuovo blocco parto dell’ospedale, che diventa hub di riferimento per le nascite del litorale nord di Roma. Abbiamo aumentato i posti letto del San Paolo di circa 60 unità, investito oltre 3 milioni di euro in nuovi macchinari. E presto l’ospedale avrà anche un nuovo servizio immuno-trasfusionale, con la ristrutturazione dell’ex rianimazione, e i nuovi ambulatori per la cura del diabete, che faranno fare un salto di qualità a questa struttura inserendola tra i centri di riferimento regionali per la cura di questa patologia. La sanità del Lazio sta uscendo da una lunga fase di crisi e i primi beneficiari sono proprio i territori, che in questi anni hanno pagato di più in termini di offerta e qualità delle cure”.

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