“Pannelli al Viale: è uno scherzo?”

0
547

CIVITAVECCHIA – L’Associazione Culturale Il Pirgo intende rilasciare una dichiarazione ufficiale, sulla rimozione dei pannelli decorativi di Viale Garibaldi, avvenuta martedì 1° marzo 2016, in attesa dal Comune degli atti che intende porre in essere per restituire le opere alla fruizione della cittadinanza.
Viene premessa, per chiarezza, una breve storia del progetto chiamato Centumcellae Story, elaborato da Il Pirgo e presentato ufficialmente al Comune di Civitavecchia nell’ottobre del 2014.
Il Comune ai primi di marzo del 2015, affida ufficialmente l’incarico all’Associazione di curare la predisposizione e la realizzazione del progetto (è un bel progetto e sistemiamo una parte della città, ma non abbiamo disponibilità finanziaria, per cui sarà cura dell’Associazione trovare gli sponsor – il Sindaco al Presidente dell’Associazione).
Tutto l’iter di questo impegno (con relativi scogli burocratici) è stato curato dall’Associazione (trovare gli sponsor, l’impresa per realizzare i manufatti, e quant’altro). È stata scelta un’azienda di Deruta che ha garantito, oltre un costo contenuto e comprensivo d’imballaggio, trasporto e assicurazione, la realizzazione in un unico blocco di pietra vulcanica della misura di circa un metro per due e peso intorno al quintale ciascuno, trattato e predisposto per la decorazione con un sistema garantito sia per la durata, per la resistenza alle deturpazioni di qualsiasi genere, la pietra vulcanica, sebbene precedentemente levigata, essendo comunque un materiale naturale e non raffinato come le argille e gli impasti, presenta una superficie non perfettamente liscia e lucida come le maioliche, pertanto il potere riflettente è assai minore anche perché tutte le lastre sono inclinate verso l’interno della volta e quindi un’eventuale riflesso andrebbe verso l’alto; inoltre la pietra vulcanica è molto più resistente delle maioliche per quanto riguarda il pericolo di rotture e/o scheggiature, anche in riferimento a possibili atti vandalici, ha una eccezionale resistenza alle intemperie … è l’unico tipo di pietra che può essere dipinta e cotta in forno … tutti gli altri tipi di pietra (ad esempio marmi, graniti, travertini, pietre calcaree, ecc.) non si prestano a trattamenti termici in quanto si deteriorerebbero durante la cottura, l’unico tipo di pittura possibile su tali superfici sarebbe “a freddo” che non garantisce la resistenza nel tempo alle intemperie dei decori stessi.
E questo è sufficiente anche ai profani per constatare la differenza dei manufatti in pietra vulcanica con la maiolica o con la ceramica. Alla fine, dopo relative corse e impegni quasi quotidiani ai quali si sono aggiunti ostacoli (voluti?) burocratici per realizzare l’opera, i primi nove pannelli per la metà di ottobre, in occasione della festa del gemellaggio con Ishinomaki e dei 400 anni dello sbarco del primo ambasciatore giapponese, sono pronti. Ai primi di ottobre è finalmente arrivata la lettera del Ministero che esprime parere positivo, salvo due prescrizioni che non vengano messe in opera le specchiature di maiolica e che il rivestimento venga eseguito interamente con lastre di travertino. A questo punto, è stato deciso dal Comune (ed io ne sono stato informato) che avrebbero inviato al Ministero una relazione per spiegare che non si trattava di maiolica o ceramica, ma di una lavorazione particolare per la durata e l’eventuale manutenzione in caso di deturpazione, e che la pietra utilizzata è dura (e forse più) quanto il travertino che, fra l’altro, non si presta a un’opera di decorazione. Questa relazione so che è stata preparata dall’arch. Scalise, perché mi ha contattato telefonicamente mentre la redigeva, per conoscere le caratteristiche tecniche dei manufatti. Poi più nulla, ma mi era stato assicurato che con tale relazione, non ci sarebbero stati ulteriori problemi, ma pronti a fornire eventuali altri chiarimenti. A quanto mi fu riferito la nuova relazione (non mi è stata fornita copia) era un chiarimento, ma non veniva ventilata una richiesta di proroga né tantomeno una collocazione temporanea delle lastre. Segue la procedura ufficiale della posa in opera delle nove lastre (18 ottobre 2015).
E veniamo a martedì 1° marzo 2016. La mattina intorno alle 10.30, le lastre sono ancora al loro posto in Viale Garibaldi. Alle 16.10 dello stesso giorno un socio mi avverte che le lastre sono scomparse. Superato lo stupore (inizialmente ho pensato a uno scherzo) e verificato quanto avvenuto, verso le 17 ci accingiamo a recarci dai Carabinieri per denunciare il fatto, quando sul cellulare dell’Associazione, in dotazione al Presidente, arriva una chiamata (dal numero 0766 590276) da un’impiegata della segreteria del Sindaco per comunicare che le lastre sono state tolte per un espresso ordine del Ministero. Chiesta copia di tale ordine, mi assicura che l’avrebbe inoltrato via e-mail a Il Pirgo la sera stessa o al massimo l’indomani mercoledì. Giovedì mattina (3 marzo) non avendo ancora ricevuto quel documento, ho chiamato la segreteria del Sindaco, e la persona al telefono m’informa che la collega che mi aveva chiamato non era presente, per cui, dopo mia insistenza, mi ha detto che potevo andare dal capo di gabinetto Pucci per fare una chiacchierata. Naturalmente sono andato e subito ricevuto dal signor Pucci, che mi ha informato che il Sindaco era a Roma e che appena rientrato ne avrebbe parlato e poi mi avrebbe informato. Durante il colloquio, dietro mia richiesta, Pucci mi ha detto che esiste una lettera del Ministero per una collocazione temporanea (di trenta giorni) in occasione della festa del gemellaggio, ma che non esiste nessuna altra lettera per rimuovere le lastre; dopo una breve sua indagine interna mi ha fatto capire che i Vigili urbani si sono attivati per rimuovere le lastre in seguito a una richiesta scritta da parte di un funzionario interno del Comune. Ho chiesto copia di tale richiesta, ma per il momento non era reperibile, comunque Pucci mi rimanda massimo al giorno dopo (venerdì) dopo aver parlato con il Sindaco. Sollecitato da me, telefonicamente, la mattina di venerdì verso le 11, Pucci m’informa che il sindaco è appena arrivato e quindi lo avrebbe incontrato subito. Un secondo sollecito telefonico lo tento intorno nel tardo pomeriggio, ma il telefono, questa volta, squilla a vuoto. Lunedì mattina (7 marzo) presento una richiesta formale, prot. 19015, di accesso agli atti della documentazione. Oggi 8 marzo alle 13, sono stato convocato dal Capo di Gabinetto Pucci, che mi ha consegnato brevi manu alcune copie della documentazione richiesta e invitandomi a tornare, l’indomani mattina alle ore 09.00, per incontrare il sindaco.

Costantino Forno – presidente Associazione Culturale Il Pirgo

SHARE

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY