La strada per “Civitavecchia laboratorio di innovazione” è tracciata

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CIVITAVECCHIA – C’è spazio, o meglio, ci sono le condizioni, a Civitavecchia, per lo sviluppo dell’innovazione tecnologica. Per l’attivazione di un FabLab, certo, ma non solo. Perché, prima di tutto, è maturata la consapevolezza che solamente se si muove un passo deciso in questa direzione si riuscirà a salvare il patrimonio produttivo e culturale costituito dalle imprese artigiane della tradizione e a motivare e far appassionare i giovani, che dovranno essere tra gli attori principali dell’evoluzione del mondo del lavoro.
Su questi temi, in una affollatissima sala delle conferenze della Fondazione Cariciv, si sono confrontati ieri pomeriggio, coordinati dal giornalista Alessio Vallerga, i rappresentanti delle istituzioni, della scuola e delle imprese intervenuti alla tavola rotonda organizzata dalla CNA su “Uomini & macchine. Civitavecchia hub dell’artigianato digitale”: la vicesindaco, Daniela Lucernoni, il dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Guglielmo Marconi”, Nicola Guzzone, la responsabile dello Spazio Attivo di BIC Lazio, Eleonora De Risi, il consigliere regionale Gian Paolo Manzella, il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, e l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Alessandro Ceccarelli.
Il “la”, lo ha dato Alessio Gismondi, presidente della CNA di Civitavecchia, con una riflessione su come l’innovazione – di processo, di prodotto e di concetto – “fertilizzi” il lavoro e sulla necessità di costruire un sistema che veda convergere l’impegno di istituzioni, scuola e imprese. Una squadra. Un punto, quest’ultimo, condiviso da tutti. Dagli amministratori locali, che hanno indicato l’impegno collettivo come una delle chiavi per superare la crisi. Dal dirigente scolastico, che ha raccontato la nascita, al “Marconi”, di un piccolo FabLab per stimolare la creatività e la capacità di innovazione dei ragazzi e ha spiegato perché bisogna lavorare sull’alternanza scuola -lavoro. Dalla responsabile di BIC Lazio, che ha presentato l’esperienza della rete dei sei FabLab della Regione: in questi spazi, dove sono messi a disposizione strumenti innovativi, attrezzature tecnologiche e competenze tecniche per realizzare progetti e piccole produzioni, si realizza una vitale contaminazione di saperi e si avviano nuovi percorsi formativi.
Civitavecchia può candidarsi a sede di un FabLab? Il terreno è fertile. E c’è chi, come il consigliere regionale Manzella, è pronto a sostenere il progetto, una volta individuata la specializzazione da dare al Laboratorio aperto, che dovrà essere coerente con le scelte per una città competitiva.
Anche secondo Tagliavanti la tecnologia, unita al saper fare, è la carta da giocare per non far morire il made in Italy, la nostra risorsa più preziosa, e generare occupazione. La possibilità di fare innovazione è comunque legata a un cambiamento nella macchina amministrativa e ad una efficace cooperazione tra istituzioni. Manzella e Tagliavanti si sono trovati d’accordo sull’idea di stipulare protocolli, in questo caso tra Regione e Camera di Commercio di Roma, in cui si indichino missioni e azioni da realizzare insieme. Tenendo conto del fatto che la riforma assegna agli Enti camerali precise competenze in tema di digitalizzazione, alternanza scuola – lavoro, turismo e cultura.
La strada per “Civitavecchia laboratorio di innovazione” è tracciata.

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