Darsena traghetti e Antemurale, indagati Monti e Ievolella

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CIVITAVECCHIA – Il Commissario dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti e il Segretario generale Maurizio Ievolella sono indagati dalla Procura di Civitavecchia nell’inchiesta sui lavori alla Darsena Traghetti e Servizi e per il prolungamento dell’antemurale del porto di Civitavecchia. Oltre a loro sono indagati anche alcuni dirigenti e funzionari dell’ente.
A darne notizia, in una nota stampa diffusa oggi, è stata la stessa Autorità portuale. In particolare, al commissario straordinario viene contestato un presunto falso ideologico per il dragaggio della darsena traghetti, con ipotesi di reato connesse all’assenza di autorizzazioni paesaggistiche, anche in ordine allo smaltimento di parte del materiale dragato. In sostanza, secondo il pubblico ministero dottor Lorenzo Del Giudice, l’escavo sarebbe stato effettuato prima dell’ottenimento delle relative autorizzazioni e in sede di conferenza dei servizi, quando venne autorizzato l’intervento, non si sarebbe fatto riferimento alla circostanza che in realtà il dragaggio stesso fosse già stato effettuato.
Monti rappresenta di aver ricevuto l’avviso come atto dovuto essendogli state mosse le contestazioni a mero titolo di rappresentante legale dell’ente, non avendo avuto alcun ruolo, come rileva, nel procedimento amministrativo, in cui infatti il suo nome non figura.
“Confido – dichiara Monti – nell’operato della magistratura e che venga fatta piena luce sulla questione, in merito alla quale sono completamente estraneo, sottolineando e ribadendo l’assoluta convinzione della correttezza dell’operato dell’ente che potrà emergere già nei prossimi giorni con la corposa attività difensiva che verrà posta in essere a discarico delle condotte contestate. L’atto notificato è a garanzia degli accusati, consentendo ora di poter depositare tutti gli elementi necessari per poter chiarire completamente i fatti, in modo da poter pervenire alla immediata archiviazione della vicenda”.
All’ingegner Maurizio Ievolella, oltre alla medesima contestazione avanzata per il Commissario Straordinario, viene ascritta anche l’ipotesi di abuso di ufficio, per aver affidato – secondo l’accusa – alcune opere complementari rispetto alla realizzazione delle infrastrutture principali senza aver fatto ricorso ad una procedura di evidenza pubblica.
Inoltre al Segretario Generale viene contestata la decisione, presa con altri tecnici e con la direzione lavori, di aver modificato rispetto al progetto originario alcune caratteristiche tecniche dei materiali da utilizzare e quindi di aver consentito – sempre secondo il teorema accusatorio – l’utilizzo di materiali in parte difformi rispetto al capitolato di appalto. Da ultimo, il responsabile del procedimento non avrebbe dovuto far aggiudicare la gara per la direzione lavori alla Rogedil srl, in quanto, secondo l’accusa, in quella fattispecie non si era in presenza dell’istituto dell’avvalimento, come dichiarato dall’impresa, bensì di un subappalto vietato dalla norma.
“E’ del tutto evidente – dichiara l’ingegner Ievolella – che trattandosi di una materia estremamente tecnica e complessa, per pervenire alle predette contestazioni il Pubblico Ministero si sia avvalso di una specifica consulenza che avremo modo di confutare punto per punto nei prossimi giorni, ma che fin da ora possiamo qualificare come destituita di ogni fondamento, essendo assolutamente tranquilli e convinti della legittimità del nostro operato”.
Anche in ordine al comportamento degli altri dirigenti e funzionari dell’ente chiamati in causa a diverso titolo, valgono – secondo l’amministrazione – le medesime considerazioni riguardo la correttezza della loro condotta.

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