Chiusura dello spazio italiano ad Auschwitz, il Cral porta la questione in Parlamento

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CIVITAVECCHIA – Nei giorni scorsi il presidente del CRAL Marco Setaccioli ha inviato una lettera alle parlamentari Marta Grande e Marietta Tidei per chiedere un intervento rapido del Parlamento presso il Governo in merito alla chiusura dello spazio riservato all’Italia all’interno del Blocco 21 del campo di concentramento di Auschwitz.
“L’ultimo dei tanti viaggi organizzati da noi – ha detto il rappresentante dell’Associazione cittadina – è stato proprio a Cracovia, in Polonia. Durante la nostra permanenza abbiamo avuto modo di visitare il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, che riassume in modo incredibilmente crudo tutte le atrocità della follia nazista. Purtroppo però alla grande pena per la sorte di un milione e mezzo di deportati, si è sommata una inattesa sensazione di vergogna, quando abbiamo appreso che lo spazio italiano è l’unico tra quelli assegnati ai vari paesi, ad essere stato chiuso.”
Setaccioli prosegue spiegando di aver ricostruito i nodi fondamentali della vicenda grazie ad alcune rapide ricerche su internet e di aver ritenuto che la cosa non potesse esaurirsi con la semplice constatazione del fatto. “D’altra parte – ha aggiunto – credo che ciascuno di noi, ed anche le associazioni, soprattutto se di dimensioni importanti come la nostra, non possano voltarsi dall’altra parte davanti a così macroscopiche e preoccupanti questioni ed anzi abbiano il dovere morale di usare tutto il loro peso per dare voce a problemi che altrimenti rimarrebbero irrisolti e non affrontati, anche quando questi non rientrano direttamente nella loro sfera di interesse. Per questo, sentito il Direttivo, ho preso la decisione di scrivere alle due parlamentari del territorio, informandole sulla vicenda e chiedendo un loro intervento presso chi di dovere. Devo dire che entrambe, nei giorni successivi, mi hanno subito contattato telefonicamente e via email ringraziandomi per la segnalazione e assicurandomi il loro interessamento, che so essere sincero e che auspico si traduca al più presto in una azione concreta a difesa di un pezzo della nostra storia e della nostra dignità nazionale. Proprio in questi giorni abbiamo anche ottenuto, sempre tramite le due deputate del territorio, un pimo feedback dal MIBACT, il quale ha specificato di aver stanziato le somme necessarie per il trasferimento in Italia del materiale attualmente presente nel Blocco 21 ed il conseguente riallestimento dello spazio ad Auschwitz, impresa per la quale è stata costituita una apposita commissione interministeriale. Mi piace ricordare sempre che in uno dei primi padiglioni che si ha l’opportunità di visitare ad Auscwitz è stampata in grande una frase che racchiude forse tutto il senso di quel luogo, “chi dimentica la storia è condannato a riviverla”. Sulla scorta di questa incontroveribile verità sarebbe bello se tutte le scuole superiori programmassero nel quinquennio almeno una visita in quel tempio della storia. Perché – conclude – c’è un solo patrimonio che probabilmente nessun popolo, tanto meno il nostro, può permettersi di perdere: la memoria.”

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