Chiamata a raccolta contro l’inceneritore

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CIVITAVECCHIA – “Un nuovo incubo sta assalendo il comprensorio di Civitavecchia, quello della costruzione dell’ossidatore termico all’interno del ‘Centro chimico’ di Santa Lucia. Periodicamente, come in una tombola natalizia, la nostra Città è sottoposta ad una macabra estrazione dalla quale emergono le più disparate idee. Una volta la torre petrolifera, un’altra volta la centrale a carbone, e poi ancora i rifiuti nelle centrali, megadiscariche e chi più ne ha più ne metta. Come se il territorio fosse provvisto di una calamita che attira le peggiori amenità”. Con questa inquieta riflessione il neo “Comitato dei Cittadini uniti contro l’inceneritore” chiama a raccolta i civitavecchiesi per un’assemblea pubblica in programma mercoledì 9 marzo, alle ore 17:30, presso la Biblioteca comunale.
Nel caso in questione, secondo il Comitato, “l’inquinatore di turno è un interprete d’eccellenza, il Ministero della difesa”. “E anche qui – commentano – abbiamo avuto modo di constatare l’efficienza di tale dicastero in occasione del famoso progetto a firma Alemanno (Sindaco di Roma)- La Russa (Ministro della difesa) per portare, nel 2010, i rifiuti della Capitale proprio al Comprensorio militare di Santa Lucia, nel ‘triangolo della morte’ Civitavecchia-Allumiere-Tarquinia. Una mobilitazione delle istituzioni e, soprattutto, dei cittadini, riuscì a bloccare l’opera. Oggi come allora, tutte le istituzioni territoriali, dai Comuni al Parlamento, passando per Area metropolitana di Roma e Regione Lazio, hanno prodotto o stanno producendo atti amministrativi di contrarietà. Il Ministero della Difesa pare affermi che entro il 2020l’impianto entrerà in funzione. E questo ci preoccupa molto. Pensiamo che dobbiamo fare la nostra parte ,in fretta. Soprattutto pensiamo che esistano principi base universali nella conduzione di battaglie difficili, l’unità e la solidarietà”. Il “Comitato dei cittadini uniti contro l’inceneritore” propone, per questa vertenza, “una messa al bando delle divisioni e della contesa politica con l’unico obiettivo di fermare la costruzione dell’inceneritore e bonificare l’intera area dai veleni di Stato e dai residui della demilitarizzazione. Nessuna strumentalizzazione, nessuna propaganda partitica. Ciascun rappresentante istituzionale, ai vari livelli, dovrà fare i conti con la propria coscienza e con i propri concittadini. Chiediamo il massimo impegno da parte loro e la massima chiarezza”.
“I cittadini – concludono dal Comitato – hanno invece il dovere di costruire le forme di una mobilitazione ampia, popolare, inclusiva, orizzontale, vivace e determinata. E come parte lesa, come popolo inquinato, invitiamo ad un primo incontro pubblico nel quale abbiamo chiamato a raccolta tutti i livelli della rappresentanza istituzionale”.
Un incontro, quello di mercoledì, nel quale si vuole ricostruire un’idea di comunità e di appartenenza.

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