Vittorio Petrelli sulla Realizzazione di un tempio crematorio nel Comune di Civitavecchia

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Realizzazione di un Tempio crematorio nel Comune di Civitavecchia.

Avendo approvato, con la delibera di giunta nr.95 del 14/07/2016 , il progetto definitivo del forno crematorio che costituisce titolo autorizzativo per l’esecuzione, al nuovo Cimitero sono iniziati i lavori.

Appare alquanto anomalo come la Giunta, con i suoi trascorsi di impegno civile e politico, e dopo due anni di attività, sia giunta all’approvazione di detto impianto e come abbia gestito l’intera vicenda.

Quasi dimenticando che si sta operando in un Territorio profondamente toccato da una sofferenza sanitaria, da cui ne scaturisce una attenzione particolare all’aspetto ambientale si è provveduto all’approvazione senza alcuna comunicazione e senza essersi prima rapportati con la cittadinanza.

Ne è seguito quindi un dibattito che spesso non coglie l’entità del problema, che alimenta sconforto nella popolazione perché “chi non conosce ha paura”. E’ nato un confronto sui social network che non fa chiarezza, che lascia spazio a posizioni ideologiche piuttosto che agli aspetti della mera questione, confronto in cui spesso, i consiglieri comunali che sostengono questa giunta, hanno provato a giustificare l’operato in palese contraddizione con quanto approvato.
Rimane alquanto anomalo il silenzio da Voi perpetrato per la mancata adozione di certe misure necessarie per rendere più sostenibile l’impianto che sarebbe stato fondamentale adottare anche in convenzione e che, ci auguriamo alcune , si concretizzino prima dell’attività.

Potenzialità del Tempio crematorio
La cremazione è una pratica che si sta largamente affermando e che consente il risparmio del territorio tant’è che di tale tematica se ne era occupata anche l’amministrazione Tidei, tant’è che il primo atto ufficiale risale alla Delibera di Giunta nr.50/’13, dell’amministrazione Tidei; progetto che prevedeva una linea di cremazione con una accessoria per una stima ipotizzata a partire da “1.000 cremazioni ed altre 500 provenienti da estumulazioni”annuali, prevendendo un tasso di crescita, fino alla data di cessazione della concessione – 2044 -, pari al 20/25%”. Non si comprende come nel progetto definitivo approvato con delibera nr.95 del 14/07/2016 si sia provveduto ad un aumento della potenzialità tant’è che a pag. 20 della Relazione descrittiva generale, parte integrante dell’atto, si dichiara “E’ prevista l’installazione di due linee di cremazione con un unico impianto di filtrazione. Lo spazio della sala forni consentirà nel tempo qualora ce ne fosse la necessità di installare altre due linee di cremazione con le stesse caratteristiche per una dotazione complessiva di quattro linee.” per una capacità annuale di cremazioni pari a 5.000.

Sempre nella relazione appare evidente che detto impianto sia rivolto ad un mercato che va oltre il comprensorio di Civitavecchia e che troverà in quello della capitale un’adeguata e consistente risposta. Pur volendolo considerare “piccolo” come sostenuto da qualche consigliere di maggioranza, ma non lo è, si fa notare che gli stessi impianti “piccoli” trovano avversità da parte di altri esponenti politici del Movimento. Per altre realtà vedasi il caso di Verbania. Si chiede infine se esistono atti od una corrispondenza con la quale la Giunta abbia provato ad indirizzare la realizzazione dell’impianto con l’uso di tecnologie meno impattanti e che sempre esponenti del Movimento sostengono e cercano di promuovere persino nella Commissione ambientale della Camera dei Deputati con l’esponente 5 stelle il deputato ed ing. ambientale Mirko Busto.

Questione paesaggistica

La zona del nuovo cimitero, nella Tavolo B dei vincoli di PTPR, risulta vincolata.
Nella Relazione di compatibilità urbanistica del progetto preliminare approvato, a pag.1, ultimo capoverso, i progettisti ritengono non necessaria l’autorizzazione paesaggistica, non perché la zona non sia vincolata ma sulla base dell’art.62, norme transitorie, delle NTA del PTPR, trattandosi di completamento di un piano attuativo pubblico già realizzato, ricadente in zona F, non specificando a quale comma si riferisca.
Non si ravvisano tuttavia, nei vari commi dell’art. 62, fattispecie che facciano escludere nel caso specifico la necessità di tale autorizzazione paesaggistica.

Inoltre è evidente la contraddizione tra quanto dichiarato nella relazione di compatibilità urbanistica circa la non necessità che il progetto sia corredato dell’autorizzazione paesaggistica ed il comportamento tenuto dai progettisti, i quali, elaborano un documento denominato “Autorizzazione paesaggistica” (che costituisce l’allegato 12 della Delibera di Giunta nr. 95 del 14/07/2016 con la quale si approva la progettazione definitiva del forno), una tipologia di documento che si redige ai sensi dell’art.146, comma 2 in applicazione al DPCM 12712/2005, che guarda caso è la norma che obbliga all’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica.

Alla luce di quanto sopra si chiede di notiziare in merito per quello che appare non conforme alla normativa ed in virtù della palese disparità di trattamento nei confronti di alcuni concittadini sia nel caso dell’installazione dei Dehors o per l’edificazione delle cappelle gentilizie.

Compatibilità urbanistica
Come può essere dichiarata la compatibilità urbanistica se la sagoma del forno crematorio ha una consistenza doppia di quella che i progettisti riportano nella Tavola come originariamente approvato?

Si parla di un piano urbanistico attuativo per il cimitero ma essendo questo, se esistente, attuativo del PRGC non ha come questo durata illimitata; è quindi è decaduto se non rinnovato.

Inoltre nella planimetria di questo piano, ormai decaduto, che viene allegata al progetto, vedi pag. 2 della relazione generale del definitivo, il forno crematorio era collocato nella sagoma circolare mente l’attuale è realizzato nella volumetria ad esso adiacente dove sembrano fossero previste, al contrario, una serie di tombe o un parcheggio.

In ogni caso non può escludersi la cubatura interrata destinata a forno in quanto attività industriale principale e di uso continuativo e certo non volume tecnico accessorio.

E poi come possono iniziare i lavori se manca ancora l’esecutivo e come si è potuto firmare il contratto in data 23.12.2015, ancor prima dell’approvazione del definitivo avvenuta il 14.07.2016 e solo due giorni dopo la validazione del RUP del 21.12.2015 che subordinava invece la positiva valutazione all’ottenimento delle autorizzazioni, vedi delibera 95 del 14.07.2016?

Occorrerebbe al riguardo vedere il parere conformità del progettista del 21.12.2015 citato in delibera 95/2016 così come tutti gli allegati in essa richiamati e non presenti o non scaricabili in web compreso CDU e autorizzazione paesaggistica prot. U-Prot 0016491 20.06.2016 che i progettisti ritengono invece ripetutamente non necessaria salvo a pag. 41 della relazione descrittiva generale del definitivo.

Autorizzazione alle emissioni in atmosfera
Da quanto dichiarato negli atti sembra evincersi che detta autorizzazione verrà acquisita in seguito. Appare alquanto anomalo tale comportamento per tutte le motivazioni espresse in premessa. Si chiede quindi di conoscere, ai sensi dell’art.268 del Decreto 152/2006 e successive integrazioni, come vorrà intervenire a riguardo e se vorrà intervenire (considerata la possibilità del silenzio assenso) il Comune nella conferenza che fa parte dell’iter procedurale. Quale parere vorrà esprimere e all’uopo si chiede d valutare l’opportunità di inserire la misura di un limite giornaliero alle cremazioni;
si fa riferimento ad esempio al Comune di Rimini che già nella redazione del project financing, per una popolazione comprensoriale di circa 140.000 unità ha inserito il tetto massimo di nr. 6 cremazioni giornaliere; ed ancora nella Relazione generale descrittiva a pag. 28 si dichiara la possibilità ”di cremare anche apparecchi elettromedicali, casse di zinco e sistema di raccolta zinco separato dalle ceneri; la combustione dello zinco, che l’impianto può tranquillamente sostenere ma che è decisamente nociva, sarà evitata ricevendo le salme in casse prive di parti metalliche.” Ed ancora a pag 42 del Disciplinare descrittivo si dichiara la possibilità “di cremare feretri provenienti da estumulazioni posti in casse di zinco”; per quanto sopra e stante la criticità ambientale del distretto di Civitavecchia è fondamentale impedire qualsiasi cremazione di casse zincate o parte ferrose così come ad esempio è previsto nel forno crematorio di Verbania che si ricorda essere avversato dai locali esponenti del Movimento5 stelle.

In attesa di riscontro la presente mi è gradita per porgere cordiali saluti.
Vittorio PETRELLI

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