“Una città commissariata da quattro anni”

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CIVITAVECCHIA – Un “risanamento del bilancio” come definito dall’Assessore competente, che ha invece consentito il solo funzionamento e mandato stancamente in avanti la macchina amministrativa, limitatamente allo stretto necessario. E la Città non ne ha di certo giovato, anzi è rimasta come “attonita” in attesa che la l’Amministrazione guidata dal Sindaco Cozzolino si muovesse invece per dare risposte alle esigenze dei propri cittadini.

Quattro anni insomma, in attesa che si smuovesse qualcosa di nuovo e quel tanto necessario a far ripartire l’economia locale e la Città. Pochissime idee, tra l’altro diluite circa la loro efficacia dai gravi disagi e problematiche date dalle strade cittadine e dai marciapiedi pieni di buche ed abbruttiti, anche igienicamente dalle erbacce, situazione ancor piu’ pesante per la grave assenza di progettualita’ concreta, utile a risollevare l’economia cittadina oltre che il decoro urbano.

E questo, partendo dalle cose minime: sembrerebbe infatti assurdo che, in un contesto urbano come il nostro ad esempio, non ci siano cartelli indicanti il percorso per raggiungere dal Porto la Stazione ferroviaria e questo nonostante la moltitudine di crocieristi che vagano per le vie cittadine chiedendo a destra e a manca dove andare: un gesto di autolesionismo bello e buono da parte di Cozzolino e la sua maggioranza, forse perpetrato involontariamente ma certamente portato a compimento colpevolmente per la mancanza delle basi minime necessarie per dirigere politicamente il funzionamento di un “sistema” Citta’, anche se di 53.000 abitanti.

Allo stesso modo, nonostante la buona volontà degli operatori commerciali locali, il commercio è stato reso statico, quasi sterilizzato, fino ad un livello di arretratezza da far scalpore.

Gli estemporanei mercatini, pur belli , hanno metodicamente messo in ginocchio le locali attività commerciali, creando anche se per un limitato arco temporale situazioni di concorrenza “sleale” che comunque hanno fatto male al Commercio locale, “espellendo” di fatto dalla partecipazione ad essi , i nostri commercianti nei momenti clou del calendario.

Ed ancora, nonostante l’”eroica” presenza dei mercatali, il mercato è pressoché “morto”, come attestato dalla diminuzione del numero di frequentatori quotidiani merito anche delle dinamiche innescatesi con la travagliata ristrutturazione, tanto che ora, la sua attività sembrerebbe esclusivamente un “trascinarsi” al giorno dopo e, in questa situazione di depressione, è ancor piu’ aggravata dallo stato di conservazione e manutenzione della copertura di P.zza Margherita, che andrebbe tolta d’opera oltre che per salvaguardare l’incolumità di chi lavora nella zona interessata dalla struttura o di chi vi transita, il decoro estetico di una piazza che per decenni ha costituito luogo di incontro.

Tralasciando le gravi problematiche operative e di gestione di CSP, è stato il Servizio Idrico il settore che piu’ ha evidenziato l’azione lacunosa e contraddittoria di Cozzolino e dei suoi Assessori, un tempo irriducibili sostenitori dell’acqua pubblica con ogni probabilità per atteggiamenti politici di facciata.

Se da un lato infatti parlavano di acqua pubblica anche per il rispetto del volere espresso dai cittadini con il referendum, allo stesso tempo hanno avviato e poi concluso la cessione del Servizio idrico integrato ad Acea, società privata di capitali , dimostrando scarsa sensibilita’ al principio di acqua pubblica e di rispetto del volere dei cittadini avviando e concludendo le necessarie procedure con una urgenza non confacente ad una tematica così importante e con una fretta “quasi” strumentale a scaricare un problema.

Anche dal punto di vista delle azioni necessarie al recupero, mantenimento e fruibilità da parte dei cittadini di luoghi e spazi naturali a disposizione della Città, la gestione Cozzolino ha chiaramente evidenziato la sua inefficienza tanto che, nonostante che La Frasca sia stata decretata dalla Regione Lazio monumento naturale, questa non e’ stata minimamente valorizzata o perlomeno nei confronti di una zona tanto cara ai cittadini quanto bella, non è stato ne avviato ne portato a compimento alcun intervento , pur minimo in tale ottica, rimanendo una cattedrale nel deserto in assenza di un progetto di salvaguardia e e di minima valorizzazione del sito, che non è stato considerato dall’Amministrazione neanche dal punto di vista del decoro minimo visto che, interventi di sensibilizzazione e pulizia sono stati effettuati esclusivamente grazie all’intervento dei volontari dell’Associazione Onda Popolare.

Insomma un quadro desolante, quanto l’immagine di un Sindaco ed un’Amministrazione non efficiente. Un quadro che bisogna e si deve necessariamente modificare, perché un Sindaco e la sua amministrazione non puo’ ridursi ad avere una semplice quanto pericolosa funzione assimilabile a quella di un commissario prefettizio: per questo ho votato convintamente NO al rendiconto della gestione del 2017.

 

Patrizio ScilipotiConsigliere Comunale Onda Popolare

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