Tvn. “Ai cittadini non è consentito conoscere i dati delle emissioni”

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CIVITAVECCHIA – Forum Ambientalista e Italia Nostra Sezione Etruria hanno presentato le prime osservazioni nel procedimento di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale della Centrale di Torrevaldaliga Nord, non senza averne contestato le modalità di effettuazione.

Documenti omessi, censurati (su richiesta di ENEL) e/o pubblicati sul sito web del Ministero – affermano le due associazioni  -per poi, a breve, fatti sparire e, non ultima, difficoltà di consultazione che hanno determinato una grave carenza di informazioni e una difficoltosa analisi della documentazione presentata. Problematicità messa in evidenza anche da ISPRA che, nella propria Relazione Istruttoria (anch’essa pubblicata e poi fatta sparire), scrive ‘I dati che il Gestore ha fornito, … non consentono una verifica puntuale del rispetto dei valori limite d’emissione orari ai camini’. In altre parole ai cittadini non è consentito conoscere i dati di quelle emissioni che, loro malgrado, sono costretti a respirare. Ancor più grave l’indecente arroganza con cui ENEL, disconoscendo il valore di un decreto ministeriale, si è rifiutata di presentare, come invece disposto, il piano di cessazione definitiva dell’utilizzo del carbone entro il 31 dicembre 2025 e il relativo cronoprogramma. Né vale affermare, a scusante, di aver presentato ricorso al TAR, visto che la sola presentazione non vale quale sospensiva della vigenza del provvedimento impugnato e non risulta che il Tribunale Amministrativo abbia proceduto in tal senso. Su tale base Forum Ambientalista e Italia nostra hanno chiesto di non procedere al rilascio della nuova AIA ed anzi di procedere con le diverse sanzioni amministrative previste dalla normativa, che possono giungere, vale ricordarlo, alla sospensione dell’AIA vigente”.

Pur, vista la carenza documentale, riservandosi di intervenire successivamente, le due Associazioni, posta in evidenza la sofferente situazione sanitaria del territorio, attestata da atti e studi pluriennali e da ultima confermata dai dati pubblicati sul portale “Stato di salute del Lazio”, hanno intanto richiesto “che si imponga al Gestore di operare, da subito, nel rispetto dei parametri relativi al progetto approvato con il DEC VIA/680/2003, diminuiti, in relazione alla capacità produttiva, del 25% in ragione della prescritta riduzione da 4 a 3 delle unità di produzione e, quindi che la produzione non ecceda le 6000 ore/anno e la quantità di carbone utilizzata non superi le 600 ton./ora”.

Cosi come è stato evidenziato come sia “inderogabile ristabilire il rispetto delle norme vigenti, e in ottemperanza a quanto disposto dal pienamente valido ‘Piano per il risanamento della qualità dell’aria’ della Regione Lazio prescrivere al Gestore l’utilizzo di carbone con tenore di zolfo inferiore allo 0,3%.”

“Infine – concludeono le due associazioni ambientaliste – sempre in virtù della situazione sanitaria del territorio e, nel contempo, del pesante impatto ambientale della centrale sull’ambiente, è stato richiesto a tutti gli enti coinvolti di pronunciarsi circa l’opportunità, a partire dall’anno in corso e fino al 2025, di avviare un percorso di progressiva diminuzione del carbone (e conseguentemente delle ore di funzionamento) della centrale elettrica di Torrevaldaliga Nord. E’ il minimo sindacale che ogni persona/istituzione/ente che abbia minimamnte a cuore ambiente e salute della popolazione, dovrebbe pretendere”.

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