“Sono 100 e io da qua non mi muovo”

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CIVITAVECCHIA – E sono 100. Tanti i giorni di protesta di Ernesto Tarallo, in presidio fisso a Roma in viale Regina Margherita davanti alla sede Enel per chiedere il rispetto della convenzione stipulata nel 2003 con cui l’ente elettrico si impegnava alla riassunzione a Torre Valdaliga Nord del personale in esubero di Tirreno Power. Una convenzione che al momento per il colosso è carta straccia, visto che Tarallo, licenziato a dicembre da Tirreno Power, è ancora disoccupato. Anche se non ha alcuna intenzione di mollare.

Fischia il tram sulle rotaie, suonano i clacson, sorpassano ancora a destra i tanti scooter, ed io sono ancora qua. Sono 100 Cento giorni! – esordisce nel suo quotidiano post su facebook – Ieri di notte sono venuti i carabinieri a cui ho dovuto raccontare perché dormivo in auto. Mentre nel pomeriggio Ceccarelli, il capo della sicurezza dell’Enel ha fatto venire una volante della polizia che mi ha identificato ancora, tre volte i carabinieri e tre volte la polizia, e mi hanno preso un piccolo coltello di plastica, si di quelli che ti si spezza in mano e che neanche tagliava le corde con cui stavo preparando il cartellone che vedete nella foto di oggi. Dopo che loro me ne hanno distrutti tanti altri, facendomi diventare ancora più determinato. Ma io non voglio combattere con Ceccarelli di Enel ne con Nicolini di Tirreno Power, sono persone così insignificanti. Il mio nemico si chiama Francesco Starace l’AD di Enel. Io rispetto la legge, la deve rispettare anche lui. Anche se il sindaco gli permette di non rispettarla a Civitavecchia. Il sindaco deve fare il sindaco. I sindacati devono saper fare i sindacati non far licenziare i padri di famiglia, vincitori di concorsi pubblici, malati, a 15 anni dalla pensione in cambio di 80.000 euro lordi. Sono 100 e io da qua non mi muovo, statene certi!”

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