“Rifiuti speciali a Civitavecchia: cosa c’è di vero?”

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CIVITAVECCHIA – A quanto pare, domani dovrebbe svolgersi una Conferenza di Servizi convocata dalla Città Metropolitana di Roma per il rilascio di un’autorizzazione per un impianto di messa in riserva (R13) di rifiuti speciali non pericolosi sito in loc. Monna Felicita, nel Comune di Civitavecchia, su richiesta della società VIAMAR srl.
Ad eccezione di qualche nota stampa, ad oggi, il pressochè totale silenzio ha circondato quella che parrebbe presentarsi come l’ennesima grave intromissione di una servitù i cui rischi appaiono tutt’altro che chiari.
Alcune semplici domande ai rappresentanti istituzionali del territorio, con particolare riguardo alle strutture direttamente coinvolte, Comune, Città Metropolitana, Regione, potranno senz’altro confortarci che non veniamo, ancora una volta, prescelti come pattumiera del Lazio.
E allora chiediamo, all’on. De Paolis, membro di punta della maggioranza regionale del Lazio; all’on. Porrello, membro di punta dell’opposizione regionale del Lazio; all’on. Manunta, membro di punta della Città Metropolitana, con delega all’ambiente; all’on. Tidei ed all’on. Grande, parlamentari espressione del territorio; oltre, come è ovvio, al Sindaco Cozzolino:
1) Risponde al vero la convocazione della conferenza di servizi per l’autorizzazione di un progetto di stoccaggio e movimentazione di rifiuti speciali a Civitavecchia?
2) Risponde al vero che a monte di tale progetto e nelle more di una autorizzazione di cui si dovrebbe discutere soltanto domani e che potrebbe non andare a buon fine, esistano già importanti investimenti di natura immobiliare?
3) Risponde al vero che si tratterebbe di balle già preconfezionate, di cui non è specificata l’origine, il percorso, il contenuto, la cui unica verifica risulterebbe quella documentale a valle del processo?
4) Risponde al vero che si tratterebbe di stoccaggio per trasferimento a mezzo nave, verso chi? Come? Per dove? Quando? Committenti occasionali? Traffici già definiti e autorizzati? A chi e da chi? Che dice l’Autorità Portuale?
5) Se tutto questo rispondesse al vero, avremmo motivo come comunità di temere che tale progetto possa tra l’altro essere l’anticamera per lo sviluppo di una progettualità legata al combustibile da rifiuti, vista la “favorevole” collocazione dell’impianto?
6) Se tutto questo rispondesse al vero, a quali previsioni del Piano dei Rifiuti della Regione e della Città Metropolitana corrisponderebbe il progetto? O esistono i presupposti per credere che la pianificazione dello smaltimento dei rifiuti sia lasciata all’inventiva della privata iniziativa?
7) Se tutto questo rispondesse al vero, per quale motivo nessuno dei rappresentanti, oggi da noi interpellati, ha ritenuto di informare la città, sul progetto e sulle eventuali misure per contrastarlo?
Poche semplici domande, che confidiamo smentiscano i nostri timori per il rischio dell’ennesimo scempio su Civitavecchia ed alle quali ci aspettiamo risposte chiare ed istituzionali, atti non mere dichiarazioni di intenti: perché è di decisioni istituzionali che stiamo parlando, destinate ad incidere sulla vita dei territori interessati.

Sinistra Italiana – Coordinamento Civitavecchia

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