“Rifiuti speciali a Civitavecchia: che succede tra 30 giorni?”

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CIVITAVECCHIA – Apprendiamo dalla stampa che i nostri timori sull’installazione a Civitavecchia di un impianto di rifiuti speciali, non meglio identificati, né come contenuti, né come provenienza, né come destinazione, ecc., erano motivati.
Ci dice l’assessore Manuedda che la Conferenza di Servizi c’è stata, che il Comune si è dichiarato contrario, che la Società Viamar ha 30 giorni per chiarire i quesiti emersi nella riunione, che….?
Ecco, quello che manca è di capire cosa succede allo scadere dei 30 giorni.
Confidando di non disturbare troppo gli onorevoli rappresentanti istituzionali del territorio, certamente avvolti dalla spossatezza per la profonda calura, tale da non consentire di proferire parola in merito al rischio dell’ennesima grave servitù per Civitavecchia (che per i termini in cui pare presentarsi c’è da temere possa essere fatale), rinnoviamo i quesiti all’on. Gino De Paolis, sempre esponente di spicco della maggioranza della Regione Lazio; all’on. Devid Porrello, sempre esponente di spicco dell’opposizione alla Regione Lazio; all’on. Matteo Manunta, sempre delegato all’ambiente della Città Metropolitana di Roma; nonché ancora alle onorevoli parlamentari: è sufficiente l’opposizione del Comune, così posta, a scongiurare il rischio dell’approvazione nella prossima riunione di conferenza di servizi? Cosa dice e cosa fa in proposito la Regione? Cosa dice e cosa fa la Città Metropolitana? Cosa dice il Piano dei Rifiuti? Ci dobbiamo aspettare che tra trenta giorni, esattamente due giorni prima di ferragosto, l’impianto sia approvato? Poi? Ci stampiamo le magliette e ricominciamo tutti insieme a marciare, sperando che nel frattempo si sia rinfrescata l’aria?
Tutti insieme, silenziosamente.

Sinistra Italiana – Coordinamento di Civitavecchia

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