“Privatizzare può essere indispensabile”

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CIVITAVECCHIA – Da parte di alcuni esponenti di Cinque Stelle, è stata ribadita la necessità di una netta opposizione alla privatizzazione dei servizi pubblici.
Premetto che non sono un pasdaran del privato, ma a Civitavecchia, diciamo che i servizi erogati dal pubblico ovviamente, oltre che costare tanto, sono assai scarsi e poco efficienti.
Su questo credo che si sia tutti d’accordo,un po’ meno sulle responsabilità.
Una cosa è certa, sulle 5258 società in mano agli enti locali un terzo risulta in perdita, come afferma una relazione della Corte dei conti.
Bisogna pertanto che anche la sinistra sulle partecipate avvii una profonda riflessione, scevra da ideologie, come il pubblico ad ogni costo.
Molto spesso le partecipate civitavecchiesi sono state un vero centro di consenso politico, mangiatoie elettorali caratterizzate per assoluta mancanza di trasparenza, costi improponibili e servizi non resi.
A ciò si aggiunga che grandi manager, o consiglieri, sono stati scelti da una pervasività della politica, per vicinanza e non per merito; con effetti devastanti per le tasche dei cittadini e le imprese.
Se un servizio costa più di uno standard, perché sovraccarico di clientela, mala amministrazione, assistenzialismo, i costi li paga la comunità; bruciando risorse economiche da una parte e dall’altra togliendo risorse che potrebbero supportare i soggetti deputati allo sviluppo, cioè le aziende.
I problemi delle partecipate non vengono da complotti ma dalla scarsa attenzione di tutti: politica sindacati ed imprese, che nel momento in cui si attuavano clientele, welfare malato, e altro, hanno taciuto.
Credo che per alcune aziende si debba tentare di mantenere una maggioranza pubblica, ma per altre (leggi farmacie, Teatro Traiano etc) forse una apertura al privato permetterebbe una efficienza maggiore e investimenti che il pubblico non possiede.
Certo che se i soggetti titolati fossero aziende con amministrazione alle Cayman, sarei preoccupato, ma se la gestione del Teatro Traiano venisse affidata alla Fondazione Cariciv, mi sentirei molto più garantito.
In ultimo ci sia un impegno di tutti perché ruoli tecnici amministrativi vengano affidati a veri manager, non a cialtroni proposti dal potente di turno.

Tullio Nunzi

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