“Preservare gli attuali livelli occupazionali fino alla dismissione definitiva del carbone”

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CIVITAVECCHIA – Preservare gli attuali livelli occupazionali fino alla dismissione definitiva dei combustibili fossili. Si chiude così il comunicato diffuso pochi giorni fa da CGIL, CISL e UIL all’indomani del primo confronto con la regione Lazio sulle criticità connesse alla riconversione della Centrale termoelettrica TVN di Civitavecchia. Una posizione netta, chiarissima che ci sentiamo di sottoscrivere e che costituisce da sempre il cuore della nostra analisi sul phase-out dal carbone e, più in generale, sulla riconversione dei grandi impianti di produzione energetica nel territorio nazionale. Rispetto a questo ci sembra tuttavia utile rilanciare il ragionamento mettendo insieme gli ultimi pezzi di questa annosa vicenda e provando, allo stesso tempo, ad avviare una riflessione collettiva che saldi definitivamente la questione occupazionale a quella ambientale. Ci sembra infatti che da questo punto di vista Enel s.p.a. continui ad agire con astuzia. Non è un caso infatti che l’azienda metta in fila in poche settimane, un piano di ristrutturazione per TVN che prevede la riduzione dell’organico di 97 unità, un ricorso per opporsi alla nuova AIA richiesta a novembre 2018 dal Ministro dell’Ambiente, il ritiro del ricorso appena presentato ed infine la presentazione di un progetto che punta a riconvertire a gas gli impianti italiani attualmente alimentati a carbone. L’intento è chiaro e le conseguenze di questo disegno, qualora fosse portato a termine, sarebbero davvero la pietra tombale di questo territorio. Ci sembra infatti che la riduzione dell’organico a TVN entro il 2021 non sia casuale. La gestione di un impianto a gas, riconvertito ed in piena attività, non necessita di troppe maestranze con buona pace della sicurezza in centrale e degli attuali livelli occupazionali cittadini. Al contempo, anche se in misura leggermente minore, i gruppi della centrale continuerebbero ad utilizzare combustibili fossili e climalteranti. In altre parole, Civitavecchia continuerà a subire la presenza ingombrante di un’enorme fonte inquinante perdendo ricchezza e posti di lavoro.
Di fronte a tutto questo non basta l’indignazione. Riteniamo urgente costruire momenti di confronto e mobilitazione collettiva che, a partire dal prossimo appuntamento del Fridays for Future previsto per venerdì 24 maggio, inchiodi Enel alle sue responsabilità e gli imponga un nuovo piano industriale capace di investire ingenti capitali con l’obiettivo di trasformare Civitavecchia in un grande polo di ricerca e produzione energetica legato solo ed esclusivamente alle fonti rinnovabili. Dopo decenni di inquinamento la città ed il suo comprensorio non meritano di subire una situazione peggiore di quella attuale ed è per questo che, in continuità con l’azione che abbiamo portato avanti fino ad oggi, torneremo a mobilitarci per la difesa dei posti di lavoro e contro l’utilizzo di tutti i combustibili fossili a partire dal carbone di TVN che, ribadiamo, va messo al bando entro e non oltre il 2025.

Potere al PopoloCivitavecchia

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