“Per un sano sviluppo del porto bisognerebbe anche pensare ad altre merci”

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CIVITAVECCHIA – Ovvio che sul porto si accentrino tutte le speranze di questa città, che ha fame di lavoro, e quindi una serie di critiche perché diventi il centro pulsante di un riscatto occupazionale, che a mio avviso può avvenire in sinergia con il settore terziario.
Capisco pertanto l’intervento del Vicepresidente della compagnia portuale, anche se alcuni passaggi del suo intervento risultano poco chiari.
Che esista a tutti gli effetti un futuro roseo per il traffico passeggeri non vi è ombra di dubbio. Il crocierismo è uno dei pochi segmenti turistici in crescita, ed il porto di Civitavecchia per i prossimi anni sarà leader nel settore, nonostante la concorrenza di altri porti italiani.
Diverso è poi affermare, giustamente, che il traffico passeggeri non è sufficiente per uno sviluppo sano di un porto; ovvio il riferimento al traffico delle banane ed alla annosa questione che mi sembra attenda anche il parere del tribunale regionale amministrativo.
La cosa assurda ed incomprensibile sono le affermazioni relative a qualcuno che ”per motivazioni ignote ed incomprensibili stia complicando o rallentando la soluzione amministrativa”.
Se esiste questo deus ex machina, si faccia nome e cognome, perché evidentemente si assume una responsabilità devastante nei confronti delle famiglie dei lavoratori e della città.
Anche perché se come giustamente, conclude, il vicepredidente Scilipoti esistono “soluzioni e risposte suggerite” e condivisibili, non vedo il perché non vengano recepite e certificate dal congruo apparato legale/legislativo dell’ADSP.
In ultimo, visto quel po’ di esperienza fatta come responsabile della portualità in Confcommercio, forse per un sano sviluppo del porto bisognerebbe anche pensare ad altre merci e non solo alle banane.

Tullio Nunzi Più poltrone meno panchine

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