Per L’Ulivo: “Il Sindaco umilia l’impegno delle imprese locali”

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Piovono ancora critiche sull’operato del Sindaco riguardo alla gestione del progetto di riconversione a carbone di Torre Valdaliga Nord, che ha conquistato, ormai da tempo, il primo posto nell’ordine del giorno dell’agenda di cittadini e politici locali.

Ad entrare nel merito della spinosa questione è stato stavolta il Comitato promotore dell’Associazione “Cittadini per l’Ulivo” di Civitavecchia, che, manifestando lo stato di crisi in cui attualmente vertono le imprese metalmeccaniche locali aggravato dalla scelta dell’Enel di traslocare ad imprese più grandi la copertura di alcune commesse importanti per la realizzazione del progetto, hanno visto nella figura del primo cittadino la responsabilità di gravi abusi nell’organizzazione degli appalti.

“Chi credeva che attraverso la riconversione si potesse realizzare il rilancio dell’economia e dell’imprenditoria locale può tranquillamente abbandonare questo sogno – hanno asserito i promotori del comitato “Per l’Ulivo” – già dalle battute iniziali per la riconversione di TVS si assiste ad una commedia già vista: le importanti commesse traslocate alle Mega imprese di gradimento Enel, mentre le briciole di quello che rimane sono lasciate alle imprese locali, costrette a contendersi il poco lasciato, in un contesto spartitorio altamente conflittuale. In questa commedia gli attori principali: il Sindaco, le imprese locali e le loro Associazioni, non si attengono al copione che dovrebbero recitare. Il Sindaco- ha accusato il Comitato – personaggio principale, non sorveglia sui sub appalti, ma lascia mano libera all’Enel, non si pone come garante tra Enel e imprese locali in nome dell’occupazione, fa di più: spara pubblicamente sulle imprese, ne umilia l’impegno, le mette in una condizione di inferiorità. Il sindaco dovrebbe, se veramente interessato all’occupazione locale, individuare gli esperti da affiancare alle imprese, perché esse possano conoscere, accedere e ottenere finanziamenti destinati al loro rilancio tecnico-formativo.”

Ma la critica del comitato “per l’Ulivo” non si limita certo a identificare nell’Amministrazione Comunale, l’unica colpevole di tale situazione, le accuse vengono mosse anche nei confronti delle stesse imprese locali ree di non essersi presentate all’appuntamento con la riconversione in modo adeguato, e delle loro associazioni che sembrano aver sottovalutato il problema insito nei programmi Enel.

Al fine di recuperare in extremis le redini di una così delicata questione, il Comitato “per l’Ulivo” ha proposto una ricostruzione in un ottica di sinergia , attraverso un percorso che dovrebbe ridisegnare i rapporti con l’Enel.

“Si potrebbero realizzare condizioni in cui sia possibile: Proporre all’Enel programmi di realizzazione che prevedano tempi più lunghi, a scapito della logica del profitto ma che permettano alle imprese locali di recuperare sulla professionalità del personale da qualificare; Concertare un programma di ripotenziamento organizzativo, tecnologico e formativo delle imprese e dei lavoratori, anche alla luce dei finanziamenti pubblici destinati a questi argomenti; coinvolgere l’Enel in un nuovo rapporto fornitore cliente con le imprese locali, un rapporto basato sulla trasparenza tecnica ed economica, dove gli appalti impegnativi possano essere gestiti da un team misto Enel-Imprese locali.”

Quesiti scottanti e ambiziosi, dunque, quelli proposti dalla neo associazione “Cittadini per l’Ulivo”, che oltre a richiedere una risposta rapida ha proposto la necessaria istituzione di un tavolo di discussione e di confronto tra i vari soggetti coinvolti,”con l’unico scopo di mettere in piedi tutte quelle azioni che facciano uscire la città da questa strettoia, che porta solo alla disoccupazione, alla colonizzazione imprenditoriale ed al declassamento delle imprese locali.”

Federica Caccioni

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