Nuovo appalto pulizie, l’Ugl: “Manca il certificato antimafia”

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CIVITAVECCHIA – Apprendiamo dalla stampa la fantasiosa quanto mai risibile ricostruzione dei fatti da alcune sigle sindacali, circa l’appalto delle pulizie del Comune di Civitavecchia, Unilabor/Helyos. Al netto delle baggianate riportate, che stanno imperversando anche sui social sulle quali questa organizzazione sindacale non intende farsi trascinare, giova però chiarire alcuni aspetti fondamentali questo Appalto fa acqua da tutte le parti a cominciare dalla dichiarazione antimafia, mai richiesta dal Comune di Civitavecchia e per la quale, in extremis, è dovuta intervenire la SUA che invita il Comune a procrastinare l’entrata della nuova Società. Quindi per l’UGL non sussistono le garanzie di alcun passaggio di cantiere, si deve prorogare e bloccare il licenziamento imposto alla UNILABOR per il 31 marzo. Argomento questo già notificato dalla scrivente alla ITL con una PEC fatta partire ieri dai nostri uffici.
Premesso che la scrivente organizzazione ha sempre manifestato in ogni sede ed in ogni contesto ufficiale, e non nelle segrete stanze del sindaco e dell’azienda, la propria posizione irremovibile di difesa di tutti i lavoratori coinvolti in questo appalto ivi compresi quelli del tribunale. Abbiamo sempre rivendicato il mantenimento invariato dei parametri contrattuali. Una linea questa, che l’Ugl ha ampiamente palesato e discusso in ogni sede, compreso lo scorso lunedì durante l’assemblea “unitaria” dei lavoratori, presso la Compagnia Portuale prima del famoso incontro in ITL. Cosa sia successo durante le 24 ore successive non è dato sapere. Sta nei fatti che il girono seguente in ITL ( Ispettorato Territoriale del Lavoro ) le OO.SS. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Fiadel Cisal, senza motivo chiedevano verbali separati. Soltanto quando la Unilabor società uscente ha consegnato l’elenco del personale ivi compreso anche quello ancora in forza al Tribunale, abbiamo capito la ragione. Le tre sigle non volevano minimamente che i lavoratori del Tribunale fossero inseriti in quell’elenco e quindi lasciati al loro destino. Diversamente l’Ugl ha accolto di buon grado l’azione della Unilabor a dimostrazione che ancora una volta avevamo ragione quando sostenevamo che si era commesso un sopruso nei riguardi di 10 lavoratori, ridotti alla fame e che nessuno aveva mai interpellato per renderli edotti di quanto stava avvenendo, in barba all’art. 1 e 10 del capitolato di appalto.
Ci preme ancora sottolineare alle scriventi organizzazioni sindacali che, mistificare la verità e fatti trattando i lavoratori come un manipolo di “automi” facilmente influenzabili, è forse la causa che ha condotto la totalità dei lavoratori ad iscriversi con l’UGL facendola diventare la sigla sindacale più rappresentativa in seno all’appalto. Nessuno li ha costretti o esercitato su di loro pressioni psicologiche di sorta, al contrario, abbiamo sempre sostenuto che l’azione che vogliamo intraprendere, cioè quella della vertenza, firmando eventualmente il contratto con riserva, proprio per rivendicare il loro diritto del mantenimento salariale, non è e non sarà “una passeggiata di salute per nessuno”.
L’UGL al contrario della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Fiadel Cisal, rispetta a tal punto la dignità di ogni singolo lavoratore che è pronta a sfidare e combatte in tutti i modi e termini consentiti dalla legislazione italiana il loro salario. Ci permettiamo di rispedire al mittente, che Vergognoso non è il comportamento dell’UGL, ma di chi con molta disinvoltura dichiara che ormai si è rassegnato a subire i continui ribassi dei servizi e delle risorse economiche a discapito della retribuzione dei lavoratori. La partita ancora non è finita, l’UGL andrà avanti rammentando a tutti che le tre sigle sindacali non possono piùfare trattative unilaterali per nessuno in quanto defenestrati democraticamente dagli stessi lavoratori oramai stanchi dei soliti giochetti.

Fabiana Attig – Responsabile Civitavecchia, sede Zonale UTL di Roma

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