Menditto: “Dallo studio ABC non emerge quale fonti inquini di più”

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CIVITAVECCHIA – Ultimamente ho letto sulla stampa interpretazioni distorte dello Studio ABC, sicuramente alimentate anche dalla stesura del primo Report, che non ha un taglio pienamente divulgativo e risulta, quindi, di non facile lettura.
Ad ogni modo basta leggerne attentamente gli obiettivi per accorgersi subito che lo Studio non è pensato per confrontare le diverse fonti, ma per valutare se la popolazione residente sia esposta a specifici inquinanti più di altre popolazioni e per costituire una banca dati per la conservazione di materiale per future analisi e determinazioni.
Va inoltre specificato che il rapporto presentato all’Aula Pucci è solo un primo step a cui, come scritto chiaramente nell’introduzione dello stesso, “seguiranno ulteriori approfondimenti per quanto riguarda le singole fonti inquinanti e gli effetti sulla salute della popolazione”.
Il fatto che si sia assunto come tracciante il PM10, inquinante che per quanto riguarda la centrale a carbone non desta particolare preoccupazione, in quanto i filtri riescono ad abbatterne in grande quantità a differenza delle più temibili polveri ultrafini o delle nanoparticelle che non si possono bloccare, rende evidente come questa prima analisi sia stata finalizzata a comprendere quali fossero le zone del comprensorio più esposte e non più specificatamente a comprendere quanto inquini la centrale.
Diverso è il discorso del traffico veicolare, per il quale, invece, sono stati scelti come traccianti gli ossidi di azoto, inquinanti caratteristici per il tipo di fonte e per questo stimati in buona quantità, anche se sempre nei limiti di legge; da qui l’equivoco in base al quale il traffico inquinerebbe più delle altre fonti.
Quindi per rispondere all’annoso dilemma “chi inquina di più”, che sinceramente poco mi appassiona, dovremo aspettare i prossimi studi, mentre per avere nuovi dati circa la sofferenza sanitaria della popolazione a causa delle malattie correlate all’inquinamento, peraltro già tristemente confermata da tutte le indagini epidemiologiche precedenti, dovremo aspettare molto meno, e cioè, come annunciato dal Dr. Forastiere, circa un mese, il tempo necessario alla pubblicazione dello Studio di Coorte, che rappresenta il secondo step dello Studio ABC.

Dario Menditto – Presidente Commissione Ambiente Consigliere Comunale M5S

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