Mecozzi: “Una città che si sta spegnendo”

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CVITAVECCHIA – Passato il periodo referendario che ha visto Civitavecchia, come tutte le altre città d’Italia presa a ragionare su come sarebbe finita la partita, tutti i civitavecchiesi, me compreso, siamo riscesi sulla terra ferma con il triste epilogo di ritrovarci avvolti da quel clima di negatività che da tre anni a questa parte non ha abbandonato mai nessuno. Tutto è fermo, non un mattone, neanche una prima pietra è stata messa in cantiere e non ci vengano a raccontare la favoletta di qualche perdita riparata, lo hanno fatto tutte le precedenti amministrazioni, o che lunedì inizierà la grande opera del costo di appena 20.000€ riguardante la chiusura del tetto della voragine di via Giordano Bruno per poi rimandare i lavori, quelli veri, a data da destinarsi. Peggio di così non si poteva fare e non vado oltre perché i nostri cittadini hanno occhi per vedere e cervello per capire. Ci si avvicina alle festività Natalizie ed inizia lo scontento di tanti. Le periferie che anche quest’anno non vedranno neanche una luminaria accesa, il centro stesso buio e desolato, ovviamente escluso il Corso invaso dalle casette di legno, che ovviamente nulla hanno a che vedere con i mercatini natalizi fuori porta, ma che fanno danno alle ormai esigue risorse finanziarie destinate al nostro commercio stabile. Sento una condivisibile voce comune dei tanti commercianti inveire contro questa Amministrazione comunale che il commercio locale invece di valorizzarlo lo affossa ed indirizza quei quattro soldini che girano nelle tasche degli stranieri, come i commercianti di Forte dei Marmi per intenderci, che quei soldini li vanno a spendere dai commercianti di casa loro. Incredibile!!!! Fossimo in un periodo di vacche grasse lo potrei anche capire, ma di questi tempi queste scelte le considererei alquanto scellerate. Manca il lavoro che mette in tasca i soldi alla gente, ma di un piano occupazionale proprio non se ne parla e non se ne vuole parlare, non ci sono programmi ne progetti in merito, ed intanto le serrande dei negozi si chiudono per non aprire più, le aziende chiudono nel silenzio assordante del Sindaco e della sua ciurma, la disoccupazione cresce in maniera esponenziale e non si riesce a vedere la luce in fondo ad un tunnel che sembra senza fine. Ma chissenefrega, tanto ci sono le Domeniche ecologiche a portare la gente in strada che si sforza a sorridere per non piangere nel vedere come questa città si sta spegnendo giorno dopo giorno nella impossibilità di poter pensare ad un domani che possa in qualche modo dare un filo di speranza ai tanti giovani che stanno progettando di fare le valige ed andarsene. Chissenefrega, tanto tra un po’ è Natale e ad rallegrare l’aria, oltre alle solite noiose bancarelle, forse e dico forse ci sarà il suono di qualche cornamusa.

Mirko Mecozzi – Consigliere comunale Polo democratico

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