Le falle della Buona scuola: “25 anni di precariato e ora la mia cattedra è sparita”

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CIVITAVECCHIA – La famigerata “fase B” della Buona scuola comincia a scoperchiare le falle di un piano assunzionale sempre più oscuro e contraddittorio, come confermano i casi surreali di numerosi docenti che, convinti anche dalle rassicurazioni del Governo di ottenere l’agognata immissione in ruolo, si è ritrovata dopo la mezzanotte del 2 settembre con un pugno di mosche in mano. Storie di docenti con anni di precariato alle spalle, oltre a titoli e abilitazioni varie, rimasti letteralmente al palo. E’ il caso della Prof.ssa Lidia Ponzo Pipitone, residente a Cerveteri, docente di strumento alle scuole medie e superiori: per lei due abilitazioni, un primo incarico che risale al lontano 1990 e dal 2000 nelle Graduatorie ad esaurimento (quelle interessate dalle assunzioni del Governo), per un totale di 25 anni di precariato. Nessuna cattedra per lei, infatti, in questa fase B. Una lunga attesa, fino alle 2,40 di mattina, la notte del 2 settembre, per vedersi poi comparire la terrificante scritta La informiamo che si è conclusa la fase B del piano straordinario e che Lei non risulta destinataria di una proposta di assunzione in detta fase”. E a quel punto la netta sensazione che qualcosa non sia stato per nulla chiaro nel complesso meccanismo che ha portato il “cervellone” del Miur a smistare migliaia di incarichi contemporaneamente in tutta Italia.

E’ lei stessa a raccontarcelo: “Nella convocazione del Provveditorato per la fase B, sulla mia classe di concorso, AJ77, ovvero pianoforte, risultavano due posti nel Lazio. Ebbene so per certo che alla collega seconda in graduatoria, ma virtualmente prima perché quella che la precedeva ha ottenuto il ruolo ad agosto con la fase A, non è stato assegnato alcun incarico. Dove è finita questa cattedra? Possibile che posti certificati dallo stesso Provveditorato all’improvviso spariscano? Possibile che io, dopo 25 anni di precariato e un quinto posto nelle Graduatorie ad esaurimento, mi veda confinata nella fase C con incarichi per materie diverse dalla mia assegnati a novembre? Non ho parole”.

Ma è tutta la storia di Lidia, analizzata nel suo complesso, che appare incredibile: “Mi sono abilitata nelle classi di concorso A031 e A032 nel 1999 – ricorda – Poi quando nello stesso anno il titolo di Didattica della musica è diventato abilitante, sono stata inserita nelle Graduatorie ed esaurimento nella classe di concorso AJ77, ovvero pianoforte. Per riuscirci però ho dovuto fare ricorso al Tar e attendere ben 8 anni”. Come mai? “In sostanza, nonostante il titolo di Didattica della Musica fosse abilitante, non venivo immessa nella graduatoria di pianoforte perché non avevo una abilitazione su educazione musicale conseguita prima del 1999. Ci è voluta una sentenza della Corte Costituzionale del 31 agosto 2004 per riconoscermi questo diritto”. Lieto fine? Nemmeno per sogno, perché incredibilmente, nonostante la sentenza, dal Provveditorato si dimenticano di inserirla nella Graduatoria ad esaurimento per ben tre anni. Soltanto nel 2007 viene inserita in Gae. Ma nel frattempo gli anni sono passati, decine di colleghi le sono passati davanti e le scuole non l’hanno chiamata per nessun incarico di pianoforte fino al 2009, anno della sua prima supplenza su AJ77. Per lei, in questo lungo periodo di attesa, inevitabile ripiegare sul sostegno.

Tuttavia le beffe per Lidia non sono finite: “Aggiungo che sono riservista  M, ovvero orfana per causa di servizio. Cosa che dovrebbe garantirmi punteggio aggiuntivo e precedenza nelle graduatorie. Ma le riserve non sono applicate nella fase B e nemmeno in quella C del piano di assunzioni della Buona scuola. Ma quando si applicano allora, mi domando? Inoltre questa maledetta legge sulla privacy non consente di sapere chi mi precede nelle graduatorie. E’ solo un sistema come un altro per dare le cattedre a chi vogliono. Io non mi vergogno affatto se i miei colleghi vengono a sapere che ho diritto alla riserva perché mio padre è morto per la patria e non perché l’ho data a qualche politico”. Amaro lo sfogo finale della Prof.ssa Ponzo Pipitone: “Questo Governo sta giocando con la vita delle persone e lo trovo sinceramente indegno”.

Ma. Ga.

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