“Le analogie tra Livorno e Civitavecchia nel nome del potere dispotico”

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CIVITAVECCHIA – Leggendo la nota della direttrice del comune di Livorno riscontriamo delle bizzarre analogie tra la situazione del comune toscano e il nostro, entrambi a guida grillina. Prendendo spunto dalla confusione tra ruolo di indirizzo politico e gestione amministrativa, che a suo dire caratterizza l’azione del sindaco di Livorno, la direttrice ricorda i suoi sforzi per “tamponare e impedire un arbitrario esercizio amministrativo-contabile da parte dell’amministrazione comunale” .
La sua critica continua lamentando la mancanza di “indirizzi politici validi che impediscono una seria programmazione finendo per agire con interventi estemporanei (es. atti importanti portati all’esame dirigenziale all’ultimo minuto, impedendo una istruttoria necessaria)” e qui pare proprio di essere a casa nostra, basti ricordare le critiche mosse dagli stessi revisori comunali al bilancio comunale per il mancato invio della documentazione richiesta, quasi che Cozzolino & Co. avessero qualcosa da nascondere
Se non fosse già tanto, la direttrice afferma che regna “un cattivo clima lavorativo, spesso improntato da timore, se non addirittura di “terrore” anche ad esprimere le proprie opinioni, come il caso di un’addetta alle pulizie della quale era stato chiesto il licenziamento perché sentita parlare male dell’amministrazione al supermercato”. Subito il pensiero va a quanto accaduto a Civitavecchia con il licenziamento del dipendente della società comunale reo di aver messo in luce la sciatteria dell’amministrazione o con il codice comportamentale dei dipendenti comunali di puro stampo fascista emanato dall’amministrazione Cozzolino.
La impietosa critica della direttrice continua: “La situazione della struttura comunale e dei servizi è critica e preoccupante e l’improvvisazione regna sovrana”. Anche qui sembra di stare al Palazzo del Pincio, dove un’amministrazione incapace non trova altra soluzione che gridare al complotto nel puerile ed ipocrita tentativo di mistificare la realtà ed offendendo l’intelligenza dei cittadini.
Il potere mal sopporta la verità e la direttrice ha pagato con il licenziamento il fatto di avere svolto il suo lavoro nell’interesse della città di Livorno.
Il Sindaco di Livorno, come quello di Civitavecchia, ha dimostrato con i licenziamenti che comandano i politici che non tollerano che si “disturbi il conducente “ e che non intendono il loro come un ruolo di servizio ma come l’esercizio di un potere autoreferenziale e dispotico.
Questo integralismo ideologico, ieri come oggi, costituisce un vero e proprio pericolo e contro di esso ci impegneremo a tutelare i principi democratici alla base della nostra società.

Il Gruppo PD – Marco Piendibene, Rita Stella, Marco Di Gennaro

Il Segretario PD – Enrico Leopardo

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